Ecco il libro “Inventarium” Viaggio tra i misteri di Ustica
PESCARA . Si intitola Inventarium, il libro di Giovanni Gaggia, per i tipi di Maretti Editore, che sarà presentato sabato prossimo alle 18 a “La stanza del Mare”, il trabocco di Antonio D’Intino.Al...
PESCARA . Si intitola Inventarium, il libro di Giovanni Gaggia, per i tipi di Maretti Editore, che sarà presentato sabato prossimo alle 18 a “La stanza del Mare”, il trabocco di Antonio D’Intino.
Al volume si accompagna una selezione di disegni, parte del progetto che da 7 anni l’artista porta avanti su uno dei misteri d’Italia: la strage di Ustica. Inventarium, curato da Serena Ribaudo con poesie di Davide Quadrio, è una meditazione sul senso della memoria viva in cui il dolore si affranca alla contingenza della tragica fatalità e trasfigura nei sentimenti di vita, di resistenza, di resilienza. Inventarium come inventario ossia lista, elenco. Inventarium come storia di parole e di cose, prove e testimonianze. Trovate, enumerate e registrate. Sommerse e salvate, archiviate. Una molteplicità di espressioni, una connessione di persone, cose e pensieri che generano una “grammatica della memoria”. Dopo i fondamentali passaggi nelle città di Palermo e Bologna, e dopo aver realizzato la performance “Quello che doveva accadere/Inventarium” lo scorso 9 giugno al Porto Antico di Ancona, Giovanni Gaggia entra ne “La Stanza sul Mare” aprendo alla città di Pescara l’opportunità di una riflessione sul tema che interessa la memoria storica del nostro Paese a prescindere dai luoghi. Tuttavia, i luoghi acquisiscono valore indennitario, proprio quando gli uomini s’impegnano per non perdere il senso delle proprie radici, ma semmai per rigenerarle e restituirle alle generazioni future con spirito positivo. In tal senso Inventarium ha dentro il mare, un mare che è poeticamente immagine collettiva, e anche risorsa da tutelare, un mare, quello di Pescara, che preserva l’architettura di una storia passata ma viva, quella del Trabocco, e che si fa metafora, al contempo, di storie e identità che non vogliono essere cancellate, esattamente come quelle che accompagnano coloro i quali sono rimasti dopo la strage di Ustica: i parenti delle vittime, gli ex lavoratori di Italia, ma anche noi tutti che abbiamo il dovere civile di non dimenticare.
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