Ecco “il parco” della droga a un passo dalla Tiburtina

9 Febbraio 2020

Il consigliere regionale Pettinari in via Tavo con i cittadini «prigionieri in casa» «Qui si comprano e si consumano dosi a 5 euro. Tra i clienti anche 13-14enni»

PESCARA. Affacciandosi dal balcone di casa vede prostitute che si appartano con i clienti, tossicodipendenti che consumano droga e sbandati. Altro che panorama: dal secondo piano di via Tiburtina 134, Simona registra solo degrado. «Era così 36 anni fa, quando sono venuta a vivere qui, ed è così anche adesso, non è cambiato niente», afferma l’inquilina dello stabile che guarda su via Tavo, da dove tutti assistono a questo scempio ma nessuno ha il coraggio di denunciare. Se non lei. Ieri mattina la cittadina ha voluto segnalare pubblicamente le condizioni pietose della zona, diventata ricettacolo di degrado anche per via dei palazzi Clerico, mai ultimati, vicini al ferro di cavallo; di una ex casa cantoniera e di un’altra casupola, entrambe murate. Con lei c’erano il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s) e i rappresentanti di Federcasa Carlo Troiani e Lara Membrino (responsabile Case popolari).
«PRIGIONIERI IN CASA». «A casa mia non abbiamo più diritto di affacciarci alla finestra», denuncia Simona. «Con i miei figli ci sentiamo segregati in casa, perché fuori dal nostro palazzo si assiste a scene di ogni tipo, dallo spaccio di droga alla prostituzione, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Qui si spogliano, si bucano, qualcuno c’è morto. Li vediamo accampati sotto ai palazzi Clerico, a cui accedono rompendo le reti di recinzione. E d’estate accendono i falò. Ma ora non ne posso più, è uno scempio che va avanti da troppo tempo. Paura? Non ne ho. E chiedo che gli edifici mai ultimati da Clerico vengano buttati giù, come è stato annunciato più volte». Di amministrazioni se ne sono succedute tante e i rappresentanti di quella attuale, con il sindaco Carlo Masci e l’assessore Isabella Del Trecco, «li abbiamo visti in occasione di uno sgombero». Ma bastano poche ore e tutto torna come prima. Usa toni aspri anche Pettinari, che chiede «un’ordinanza contingibile e urgente per motivi di ordine pubblico, di sicurezza e di igiene. I palazzi Clerico vanno abbattuti e se il privato non dovesse procedere, potrebbe farlo il Comune, per rifarsi sui proprietari degli edifici e delle aree, che andrebbero riqualificate».
ANCHE RAGAZZINI. Non c’è altra strada per spazzare via «questa stanza del buco» nata spontaneamente «vicino al ferro di cavallo di via Tavo, il complesso di edilizia residenziale pubblica diventato la centrale dello spaccio più importante della regione. Siamo arrivati al punto», denuncia Pettinari, «che qui si comprano dosi anche per 5 euro, e gli acquirenti sono talvolta giovanissimi anche di 13-14 anni. Dopo aver comprato la droga la consumano nella zona dei palazzi Clerico, dove bivaccano e il via vai di questi zombie è continuo».
PROSTITUZIONE. «Altro problema: qui ci si prostituisce per poche decine di euro pur di avere il denaro per acquistare una dose. E le ragazze sono sempre più giovani, anche minorenni. È una bomba sociale che ha le sue ripercussioni anche in centro, perché chi è in cerca di denaro per drogarsi commette reati come furti, rapine, spaccate».
LA RICHIESTA. Pettinari si dice «amareggiato» perché «perpetua da anni» la sua denuncia, senza risultati. Ma il consigliere regionale rilancia la sua richiesta: «Al ferro di cavallo serve una unità fissa delle forze dell’ordine, h24. E serve prima che muoia qualcun altro». Tra i cittadini in strada con Simona, anche Giuseppe Ciano, 56 anni, invalido civile al 75% che dopo un sfratto è andato a vivere con la moglie Gabriella in una rimessa agricola: la coppia, che vive con 288 euro al mese, chiede «una casa parcheggio da individuare tra le tante case murate e vuote».
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