Ecco il piano che può salvare 4 tribunali

26 Novembre 2018

Pronta la relazione per il ministro Bonafede: le chiusure devasteranno l’economia di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto

L’AQUILA. C’è un piano della Regione per scongiurare la chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. È un piano vitale per l’Abruzzo, studiato per mesi e messo nero su bianco da una commissione speciale, istituita nel 2017 con una legge regionale e composta da portatori di interesse che gravitano attorno al mondo della giustizia e soprattutto dei quattro tribunali a rischio. Primi fra tutti i quattro presidenti e gli Ordini degli avvocati.
GIÙ LE MANI. Il Piano prevede una proposta unica da presentare al ministro di giustizia M5S, Alfonso Bonafede: mantenere saldi i quattro presìdi dopo che la Regione ha avuto modo di ascoltare tutte le forze professionali, politiche e sindacali, mettendo in evidenza che l’assenza di uffici giudiziari in territori complessi come quelli dell’entroterra abruzzese ha ricadute economiche devastanti. Nella relazione finale si legge, in sintesi, che attorno a un tribunale non gravita solo il lavoro degli avvocati ma anche quello dei commercialisti, dei commercianti e di molti altre categorie professionali, persino chi opera con le compagnie di assicurazione. Si pensi all’enorme indotto che la giustizia crea intorno a sè.
EFFETTI. Non siamo di fronte alla chiusura di quattro uffici postali che, come alternativa, hanno la pec o le mail. L’Abruzzo – continua la relazione – ha infatti bisogno degli uffici giudiziari in zone che confinano con varie criminalità, pugliese, campana e romana. L’esempio migliore per capire gli effetti della soppressione di un tribunale è quello di San Severo dove si è improvvisamente assistito a un’esplosione della criminalità. Ci sono poi da considerare le distanze con le aree interne.
LONTANI. Vasto e Lanciano, prossimi al mare, hanno un territorio montano che non è assolutamente meno distante da quelli interni di Avezzano e Sulmona. È questa la conclusione a cui è giunta la commissione speciale che si è riunita 15 volte mettendosi in ascolto. Una lunga indagine conoscitiva andata oltre la somma matematica delle inchiesta pendenti che ogni anno i quattro tribunali accumulano. La commissione ha lavorato a 360 gradi e mercoledì renderà nota la relazione che sarà portata all’attenzione di Bonafede, che pochi giorni fa ha spiegato il piano del governo di trasformare i quattro tribunali in meri uffici di prossimità.
LA RISPOSTA. Ma l’Abruzzo gli evidenzierà tutti i problemi di tipo economico, sociale e legati alla criminalità organizzata, che gli uffici di prossimità non potranno risolvere. E chiederà a Bonafede di mantenere aperti i tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto, anche a costo di mettere disposizione un contributo per le spese da parte della Regione che non si tira indietro. Ma c’è anche una contraddizione politica che non va sottovalutata. CORTO CIRCUITO. Da una parte un ministro 5 Stelle pensa di risolvere tutto con microuffici e dall’altra la Lega di Salvini annuncia eccezionali misure per contrastare la grande criminalità. Sarà possibile farlo in Abruzzo indebolendo Tribunali e procure? Per questo motivo la relazione della commissione è attesa anche a livello nazionale dove i tribunali soppressi sono 32 ma solo la nostra regione, su proposta del presidente del consiglio Giuseppe Di Pangrazio, ha deciso di investire tempo e coinvolgere esperti che hanno lavorato a titolo gratuito, per salvare la giustizia, l’economia ad essa collegata e proteggere gli abruzzesi dalle infiltrazioni mafiose, in quattro vaste zone d’Abruzzo.
SIAMO PRONTI. «La Commissione regionale per la salvaguardia dei Tribunali minori d'Abruzzo è convocata il 28 novembre all’Aquila per presentare ufficialmente al presidente Giovanni Lolli, il documento conclusivo dei lavori da sottoporre al confronto con il Governo e il ministro della Giustizia», annuncia Di Pangrazio. «Il documento chiederà al Governo un progetto di salvaguardia dei Tribunali abruzzesi, sulla base di precisi impegni, strutturali, organizzativi ed economici assunti da parte dei Comuni e della Regione Abruzzo. Non credo assolutamente sufficiente al nostro scopo l'istituzione di non ben definiti “uffici di prossimità giudiziaria”», aggiunge. «La Commissione ha lavorato in assoluta coerenza con il contenuto della legge da me proposta», conclude Di Pangrazio, «approvata unanimemente dal consiglio regionale. L'Abruzzo farà la sua parte».
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