Ecco il piano di Pescara per cambiare nome e cancellare gli assessori

24 Settembre 2023

Centrodestra, Pd e M5S pronti ad allearsi contro Montesilvano e Spoltore Prova di forza per modificare lo statuto. E martedì c’è un’altra assemblea

PESCARA. Pescara pianifica la sua “vendetta” verso gli alleati Montesilvano-Spoltore. E c’è già una data per ribaltare l’esito dell’ultima votazione del 19 settembre scorso in cui, con il sì di Montesilvano e Spoltore, è stato deciso che la città unica si chiamerà Nuova Pescara e sarà divisa in 4 municipi con 60 consiglieri e 16 assessori municipali: il piano pescarese sarà messo in atto entro il 30 dicembre prossimo. Il rischio è dare il via a uno scontro frontale tra i tre Comuni, gli stessi che, invece, dovrebbero gettare le fondamenta della città unita.
GIORNO DELLA VERITà Quella del 30 dicembre è una data che rappresenta una variabile indipendente: entro i prossimi tre mesi, i consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore saranno chiamati, separatamente, a ratificare la bozza di statuto approvata durante l’ultima assemblea. È un voto che nasconde un’insidia, soprattutto per Montesilvano e Spoltore: senza tre sì, la “Costituzione” della città allargata a 180mila residenti non entrerebbe in vigore ma finirebbe dritta nel cestino. E Pescara, schierandosi per il no, tenterà il colpo di spugna. E cosa accadrebbe? A questo punto, anche con il doppio sì di Montesilvano e Spoltore, lo statuto della città unica sarebbe quello attuale del Comune più grande, quindi quello di Pescara che non prevede la divisione in municipi e la presenza dei politici di circoscrizione: in questo modo, Pescara – sono già d’accordo la maggioranza di centrodestra del sindaco Carlo Masci e l’opposizione del Pd e M5S – ribalterebbe la strategia che hanno portato avanti finora i sindaci Ottavio De Martinis della Lega e Chiara Trulli del Pd.
UN’ALTRA ASSEMBLEA In attesa che si raffreddi il piatto della vendetta pescarese, martedì alle ore 17 si riunirà ancora l’assemblea costitutiva: la seduta, con i tre sindaci e tutti i consiglieri comunali, sarà guidata dal presidente del consiglio di Pescara, Marcello Antonelli della Lega. C’è un solo punto all’ordine del giorno: «Approvazione relazione». «Sarà l’assemblea più importante di tutte», commenta il consigliere Claudio Croce (Forza Italia), presidente della commissione comunale Statuto, «in quanto verrà messa al voto la relazione semestrale che racchiude tutto il lavoro svolto per l’istituzione della città unica, a partire dagli studi di fattibilità economica fino alle 5 convenzioni sui servizi da accorpare». I primi servizi che verranno uniti sono: Centrale unica di committenza, attivazione di uno Sportello unico telematico per le attività produttive (Suap), Protezione civile, Statistica e progettazione per l’accesso a finanziamenti europei. La relazione decisiva dovrà essere approvata entro il 30 settembre; poi, la palla passerà al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio di FdI e al presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri di Forza Italia: Marsilio e Sospiri decideranno, entro il 15 ottobre, se i tre Comuni hanno centrato gli obiettivi dettati dalla legge regionale sul rinvio della fusione al 2027 e, in caso affermativo, l’istituzione della città unica avverrà fra tre anni.
NUOVA TRATTATIVA Dopo il responso di Marsilio e Sospiri, partirà una trattativa tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Pescara ha due obiettivi dichiarati: la città unita dovrebbe chiamarsi Pescara (e non Nuova Pescara) e nei 4 municipi (Spoltore, Montesilvano, Castellamare e Porta Nuova) non dovrebbero esserci gli assessori; sui numeri dei consiglieri municipali, Pescara vorrebbe una riduzione: 10 per Spoltore e 14 per gli altri tre municipi (la bozza di statuto licenziata prevede 12 consiglieri per Spoltore e 16 per gli altri tre municipi). Finora, le rette di Pescara da una parte e di Montesilvano e Spoltore dall’altra sono rimaste parallele ma, dal 15 ottobre in poi, qualcosa potrebbe cambiare per evitare un muro contro muro e una prova di forza del Comune più grande nei confronti delle altre due città.
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