Ecco il promotore che deve tutelare i diritti degli anziani

29 Dicembre 2016

PESCARA. Si chiama Promotore dei diritti del cittadino anziano, ed è una figura individuata dal consiglio comunale nella seduta del 22 dicembre scorso a seguito di un avviso pubblico. Pescara si dota...

PESCARA. Si chiama Promotore dei diritti del cittadino anziano, ed è una figura individuata dal consiglio comunale nella seduta del 22 dicembre scorso a seguito di un avviso pubblico. Pescara si dota di uno strategico mediatore per rispondere alle istanze di una fascia ampia della popolazione, pari al 30 per cento dell’intera comunità cittadina. Ieri si è svolta la presentazione della persona designata: Loretta Tobia (in alto al centro), dirigente regionale in pensione ed esperta in materie sociali e sanitarie, che è stata introdotta dal presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli e dall’assessore alle Politiche Sociali Antonella Allegrino. Spiega Blasioli: «L’idea scaturisce da un consiglio comunale straordinario che organizzammo nel 2015 per affrontare il problema dell'emergenza del reparto di Geriatria, dove molti anziani erano nei corridoi. Organizzammo una seduta a cui chiamammo a partecipare l’allora manager Asl, con tutte le associazioni del settore. E fu proprio una di queste, il Nastro d'Argento, che ci propose l'istituzione di un garante dei cittadini anziani. Due candidature sono state ritenute ammissibili: quella di Tobia e Carlo D’Angelo. Si tratta di una figura indipendente, che opera a titolo gratuito, nominata per tre anni e rinominabile. All’inizio dell’anno, dedicheremo una sezione ad hoc del sito del Comune dove verrà spiegato l’istituto e ci saranno una mail e un numero di telefono per contattarla». Dice Tobia: «Contatterò subito tutti gli enti e le istituzioni con cui sarà utile e auspicabile collaborare, a partire dalla Asl che ha un reparto di Geriatria affollato e sempre in emergenza. Una delle priorità sarà proprio quella di trovare vie che evitino l’ospedalizzazione dell'anziano, perché possano essere curati in casa, promuovendo istituti come il day-hospital o l'utilizzo di strutture territoriali».