Ecco l’atto che rimette in pista Megalò 2

Chieti, a 40 giorni dalla protesta ambientalista il Genio Civile ribalta il verdetto: «L’impresa ha eseguito gli interventi ordinati»
CHIETI. «Pieno adempimento di tutte le attività e gli interventi ordinati da questo servizio alla ditta esecutrice». E’ questa la frase che rimette in corsa il Megalò 2: ventiquattromila metri quadrati di centro commerciale a due passi dal fiume Pescara, tra Chieti e Cepagatti, che quaranta giorni fa ha scatenato la rivolta di ambientalisti, associazioni di commercianti e Movimento 5 Stelle.
A dare il nuovo via libera alla grande struttura è stato il Genio Civile di Pescara che ha ribaltato il suo no imposto alla fine dello scorso anno quando anche il Comitato Via della Regione ha dato il secondo stop al Megalò 2, il cui vero nome è Mirò, progettato dall'ingegnere teatino Domenico Merlino, per conto della società Sile di Barzana nel Bergamasco.
A fine anno, il Genio Civile aveva bocciato l’apertura del cantiere per motivi di pericolosità idraulica. E l’atto era stato firmato dal dirigente del servizio, Vittorio Di Biase, e dal responsabile dell'ufficio tecnico Silvio Iervese, dopo che il governatore, Luciano D’Alfonso, si era espresso chiaramente per il no. Alla Sile non restava che attendere la decisione del Tribunale amministrativo regionale all’udienza fissata per il 23 marzo prossimo. Ma in realtà la società bergamasca si è data da fare e, nell'ultimo mese, ha realizzato ulteriori opere di messa in sicurezza, opere cioè anti-esondazione prescritte dal Genio Civile, anche se nel frattempo la procura di Chieti ha aperto un’inchiesta sulla realizzazione della lunga barriera di metallo, costata un milione di euro, che dovrebbe arginare l’eventuale esondazione del Pescara. La barriera è stata costruita tra l’estate e l’autunno. Mentre le nuove e ulteriori opere, più recenti, hanno riguardatola demolizione di un tratto di quella arginatura. E sono risultate determinanti per la decisione bis del Genio Civile. Arriviamo quindi all'atto che farà riesplodere la polemica. Il 18 gennaio scorso, Di Biase e Iervese scrivono ai Comuni di Chieti e Cepagatti, all’Autorità dei Bacini regionali, alla giunta D'Alfonso e, per conoscenza, alla Sile. Il Genio premette che: «Lo studio Merlino Progetti Srl, per conto della società Sile costruzioni, con nota del 21 dicembre 2017, ha comunicato l'avvio dei residuali lavori di messa in sicurezza consistenti nella demolizione di un tratto esistente di arginatura. Il 17 gennaio ha quindi notificato l'ultimazione di questi lavori». Da qui il via libera: «La rimozione della parte terminale del manufatto arginale si è resa necessaria perché ritenuta dannosa per il regime idraulico del fiume Pescara, e la sua esecuzione configura il pieno adempimento di tutte le attività e gli interventi ordinati da questo servizio alla ditta esecutrice e che hanno imposto, tra l'altro, la cessazione dei lavori».
Il nuovo grande centro commerciale torna così in corsa ma il progetto potrebbe incontrare ancora ostacoli sulla sua strada. Il Genio Civile infatti termina il documento sottolineando che: «Si riservano agli altri enti in indirizzo (Comuni, Autorità dei Bacini e Regione, ndr) le ulteriori valutazioni e determinazioni per i diversi aspetti autorizzativi in ordine all’utilizzazione delle aree interessate, alla compatibilità degli interventi previsti e per l’eventuale riperimetrazione di pericolosità idraulica (Psda, ovvero il Piano stralcio difesa dalle alluvioni, ndr), dopo le opere eseguite». Anche se l'atto chiave che pubblichiamo è già nelle mani dei costruttori bergamaschi.

