Ecco la Tac che controlla la salute degli alberi

L’agronomo usa il tomografo sonico per accertare le condizioni dei tronchi «Le piante ci parlano con segnali precisi come la carie e i funghi parassiti»
PESCARA. Anche gli alberi vengono sottoposti a Tac per verificarne lo stato di salute. Così come accade per gli esseri umani in ospedale. Sono gli agronomi i “dottori” del parco arboreo cittadino, formato da circa 24mila esemplari, tra pini domestici e d’aleppo, palme, lecci, pioppi, platani, olmi, ciliegi, prunus, querce e cedri, centinaia dei quali a rischio caduta come successo nei giorni scorsi in via Avezzano e in viale Marconi e prima ancora, nella riserva dannunziana.
Carlo Massimo Rabottini, pescarese, agronomo fitopatologo aderente all’Ordine provinciale degli Agronomi e forestali, esperienza ventennale nel settore, gli alberi di Pescara li conosce molto bene anche attraverso i monitoraggi periodici che effettua con il suo carico di strumentazioni (trascinate con un carrellino) altamente sofisticate in grado di “guardare” dentro l’albero e riferire lo stato di salute. Quando sul monitor le schermate diventano, da verde a rosse, l’allarme è alto, l’albero sta morendo e può crollare da un momento all’altro. In un tempo che solo gli esperti, appunto gli agronomi, possono definire.
«Le piante ci parlano attraverso dei segnali precisi» come le carie e i funghi parassiti (solitamente, quelli denominati scientificamente “ganoderma applanatum”) che spuntano enormi intorno al tronco. E che già «a occhio nudo» danno le prime indicazioni della malattia.
Uno di questi strumenti è il “tomografo sonico” che serve per effettuare delle vere e proprie Tac. Ne vengono eseguite una decina al giorno e hanno costi che partono dai 100 euro in su a seconda della strumentazione utilizzata. Test che vengono compiuti di rado perché hanno costi esorbitanti e le amministrazioni, che commissionano i lavori agli agronomi, non sempre sono in grado di farsi carico.
il Centro ha assistito a una operazione effettuata su uno dei due 2 pioppi (scelto tra i tanti a rischio) di circa 80 anni, del peso di 40 quintali spogliato di tanti rami per ragioni di sicurezza, che si trova lungo la strada Comunale Prati ai Colli, vicino alla Motorizzazione. Come fa un medico prima dell’intervento chirurgico, prepara la sala operatoria. Un rito che richiede lunghi minuti. Al posto del bisturi, c’è un martello che l’esperto, dopo aver indossato il casco protettivo, usa per picchiettare il tronco. «Il rumore vuoto ci indica che la pianta è marcia» è la prima diagnosi, che verrà suffragata all’esito finale del test tomografico.
Quindi il tronco, attaccato da manifestazioni fungine evidenti, viene abbracciato da una fettuccia bianca che ne misura la circonferenza: 4 metri, nel caso del pioppo dei Colli che si affaccia sull’asse stradale altamente trafficato. L’agronomo pianta chiodi all’altezza della fettuccia per posizionarvi sopra i sofisticati sensori, ognuno dei quali ha costi che raggiungono gli 850 euro.
Spiega Rabottini, a questo punto della misurazione, che il tomografo rileva la salute della pianta, attraverso la «propagazione delle onde sonore, se il legno è sano l’onda va veloce». Il computer rileverà, a fine indagine, che il tronco è «degradato per il 75%» e la «carie» che lo ha attaccato «potrebbe far cadere l’albero». Quando? «Da uno a sei mesi».

