«Ecco la verità sulla svendita di Sangritana»

Camillo D’Alessandro (Italia Viva) va all’attacco della società controllata da Tua e dalla Regione
PESCARA. “La verità sulla svendita della Sangritana”: così Camillo D’Alessandro ha titolato, ieri mattina, la sua conferenza stampa tenuta a Pescara.
È stato un controcanto all’incontro pubblico organizzato dal centrodestra pochi giorni fa che era invece titolato: “Il rilancio della Sangritana”. Ma sulla crisi della società di trasporto merci su rotaie, e sulla cassa integrazione per i suoi lavoratori, il presidente di Italia Viva ed ex sottosegretario con delega ai Trasporti della Giunta di centrosinistra, D'Alessandro, ha parlato di omissioni.
IL FATTURATO.
«Sangritana, Regione e Tua stanno omettendo la verità sulla situazione reale», ha affermato l’ex deputato, «quando parlo di Sangritana mi riferisco ai suoi vertici attuali, a quelli di Tua, la società regionale di trasporto pubblico locale che la controlla, e alla politica. Hanno sbandierato ai quattro venti la cassa integrazione per i 92 lavoratori per giustificare una sola cosa: la svendita della società ai privati per rimpinguare le casse di Tua».
D’Alessandro ha quindi elencato alcune cifre significative. «Il fatturato che solo Stellantis fa in Val di Sangro con Sangritana cuba circa il 15%», ha esordito, «il vettore Sangritana però non smuove solo le merci di Stellantis ma anche altre di aziende importanti non solo del polo abruzzese dell’Automotive, e anche di fuori regione. Quindi non è giustificata la vendita delle quote sociali. In realtà», ha più volte ripetuto l’ex parlamentare nell’incontro pubblico a Pescara, «è la società regionale Tua che ha dei debiti nei confronti della sua partecipata Sangritana. In quattro mesi», ha aggiunto, «sono stati cambiati quattro amministratori fino ad arrivare all'attuale direttore generale di Tua (Max Di Pasquale) perché non vogliono nessun indipendente dall’azienda regionale unica dei trasporti per consumare questo disegno sulla pelle dei lavoratori e della competitività del sistema economico industriale».
DIRITTO DI REPLICA.
Queste le sue parole, di fatto pesanti, che riportiamo dando al dg Di Pasquale la possibilità di controreplicare all’esponente del partito di Renzi, che ha proseguito elencando cinque domande mirate prevalententemente sulla Tua e con uno stile alla Ezio Mauro, quando questi dirigeva La Repubblica.
Ma torniamo a Sangritana Cargo che cresce con una media del 30% ogni anno da quando è attiva, ossia dal 2019 – ha dichiarato il renziano –, arrivando, lo scorso anno, a toccare quota 12 milioni di euro di ricavi, senza alcuna contribuzione pubblica. È partita dall’essere semplice operatore di trazione ferroviaria per diventare main contractor per commesse di trasporto nazionali ed estere, ed è a servizio delle più grandi aziende del tessuto produttivo regionale: oltre a Stellantis altri sono i clienti, come Honda, Amadori, Trigano». E questo, per D’Alessandro, non giustifica il ricorso alla cassa integrazione come effetto della crisi Stellantis. «Per cui, Sangritana, non ha bisogno di alcun rilancio né di alcun partner industriale che la supporti», è tornato ad incalzare l’ex deputato che ha ribadito ancora una volta: «Il problema non è Sangritana, ma il suo azionista Tua».
LA STOCCATA FINALE.
«Per trovare un partner commerciale non si vendono le quote. Ci si allea, si fa un consorzio, si fanno tante altre cose, tranne una: svendere un vettore che è l'unico che può entrare in Val di Sangro perché quello è un binario regionale e dunque non possono entrare altri treni. Questo è un vantaggio competitivo enorme che con la vendita delle quote svanisce perché l'obiettivo è far svanire Sangritana». Il presidente regionale di Iv ha concluso la sua conferenza stampa con una richiesta: «Credo che sia nell’interesse della Regione, ma prima di tutto dei lavoratori, fare piena luce. Appare necessario che la Commissione regionale di Vigilanza (presieduta dal consigliere dell’opposizione, Sandro Mariani, ndr) convochi urgentemente gli amministratori passati di Sangritana, da Pasquale Di Nardo ad oggi, che vanno messi a confronto con i vertici di Tua. Ci sono carte e lettere da ricostruire tra le due società. Bisogna capire la partita crediti/debiti tra Tua e Sangritana, ed entrare nel merito di questa vicenda fino in fondo». (c.s.)

