Ecco le 14 riforme a forte rischio se domani cade il governo Draghi

Dalle pensioni e il piano del Pnrr, agli aiuti per bollette, carburanti e tasse: l’elenco completo
PESCARA. La caduta del governo Draghi non sarà indolore. Mai come oggi avrà effetti negativi sul futuro di famiglie, imprese e Comuni. Anche l’Abruzzo si troverà a pagare le conseguenze della crisi dell’esecutivo, ma l’articolo che pubblichiamo non è un’analisi politica anche se passa per questa porta.
Le prossime 48 ore di trattative infatti saranno decisive non solo per capire se si dovrà o no tornare al voto. Serviranno anche e soprattutto per conoscere la sorte di numerose riforme in corso. Il presidente del Consiglio ha deciso di dimettersi, dopo che i Cinque Stelle non hanno votato la fiducia sul dl Aiuti al Senato.
Dimissioni però respinte dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, che ha chiesto al premier di valutare la tenuta dell’esecutivo «nella sede propria», cioè in Parlamento.
Il giorno cruciale è alle porte: domani infatti si saprà qual è l’entità del prezzo da pagare per lo strappo della maggioranza. Il conto si annuncia carissimo. C’è infatti una lista di dossier aperti sui tavoli di Palazzo Chigi e delle Camere. Un elenco composto da 14 riforme, alcune delle quali sono risolutive anche per la nostra regione, che la crisi del governo ha messo a forte rischio di rallentamento o, peggio, di stop.
Si va dalle pensioni ai fondi del Pnrr, dagli sconti per benzina, gasolio e bollette di luce e gas, al grande tema del prelievo fiscale che impoverisce gli stipendio. Proviamo ad elencarle seguendo un criterio che parte dall’anello più fragile e indifeso della catena: quello delle famiglie.
1)CARO CARBURANTE
Il prossimo 2 agosto scadrà il taglio di 30 centesimi delle accise su benzina e gasolio. Ma il premier Draghi, appena un giorno prima della scelta di dimettersi, aveva annunciato l’arrivo, entro la fine di luglio, di un provvedimento consistente con i nuovi interventi contro il caro energia.
2)BOLLETTE
Sono in scadenza anche le misure attualmente in vigore per mitigare il costo delle bollette e dare respiro alle famiglie. Gli oneri di sistema sono bloccati solo fino a settembre, e per la proroga serve un nuovo intervento.
3)PENSIONI
Poi ci sono le pensioni a cui pensare con urgenza: a breve scadranno Quota 102, che consente di lasciare il lavoro a 64 anni con 38 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2022, l'Ape Sociale e Opzione Donna.
Questi ultimi due meccanismi potrebbero essere prorogati, mentre si sta cercando un nuovo regime per consentire una maggiore flessibilità in uscita. Senza un ulteriore intervento però si tornerebbe alla Legge Fornero, varata nel 2011, che ha previsto il passaggio del sistema pensionistico italiano dal retributivo al contributivo.
Con la Fornero, i lavoratori che raggiungono il requisito per la pensione di vecchiaia (fissata a 67 anni anche per il biennio 2021-2022) possono dunque smettere di lavorare, e percepire una pensione la cui somma viene determinata sulla base di contributi accumulati e rivalutati durante la vita lavorativa.
4)BONUS 200 EURO
L’esecutivo di Draghi starebbe pensando di estendere di almeno un mese l'erogazione del bonus 200 euro anche se al momento il Decreto Aiuti pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 17 maggio prevede che l’indennità sia riconosciuta soltanto una volta.
5)CUNEO FISCALE
Draghi aveva annunciato l'arrivo di riforme strutturali nei prossimi mesi anche a proposito di sostegno al reddito. E tra queste riforme compare il tanto invocato taglio del cuneo fiscale. In sostanza, la riduzione della differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga netta ricevuta dal lavoratore.
6)MANOVRA
Il premier puntava a inserire il taglio del cuneo fiscale nella prossima manovra finanziaria. Ogni settembre, prima di valutare quali interventi mettere in campo, e soprattutto con quali fondi, il governo deve infatti stilare il nuovo quadro di previsioni. Che in caso di caduta del governo subirebbe rallentamenti significativi.
7)IL PNRR
Ma è cruciale soprattutto la partita sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che per l’Italia vale in totale 191 miliardi di euro.
Dopo aver varato le norme generali, il Governo è quindi entrato nella fase operativa che si riassume in una frase alquanto semplice ma essenziale: i programmi devono ora diventare azioni concrete. Ma la strada da percorre è lunga: da qui al 31 dicembre dovranno essere raggiunti 55 obiettivi, su 100 totali previsti per il 2022.
8)LA DELEGA FISCALE
Per centrare gli obiettivi del Pnrr, Il Parlamento sta lavorando a misure importanti, come la delega fiscale. Si tratta di un disegno di legge con il quale il Parlamento attribuisce al potere esecutivo la possibilità di apportare interventi sul sistema fiscale italiano. Il governo attualmente è al lavoro per ottenere una convergenza politica che in un primo momento si era rotta sulla riforma del catasto.
9)CONCORRENZA
In commissione alla Camera c’è invece il ddl Concorrenza. Il suo articolo 10 è la causa delle proteste che da giorni i tassisti stanno portando avanti in tutta Italia. La norma vorrebbe aprire il sistema alla libera “concorrenza”, ma i tassisti ne chiedono lo stralcio.
10)IUS SCHOLAE
Alla Camera è calendarizzata per luglio la discussione sullo Ius Scholae, che prevede la possibilità per i minorenni stranieri di richiedere la cittadinanza italiana dopo aver frequentato le aule scolastiche per almeno cinque anni. Una riforma che più di molte altre ha spaccato il governo con Cinque Stelle e dem favorevoli ma il centrodestra contrario.
11)CANNABIS
Stesso calendario e stesse spaccature politiche per la norma che prevede la legalizzazione della coltivazione domestica di modeste quantità di cannabis.
12)FINE VITA
Ma c’è anche il suicidio assistito su cui legiferare. Dopo il primo via libera della Camera a marzo, la legge sul tema è adesso in commissione a Palazzo Madama, dove però i numeri a favore sono più risicati che a Montecitorio.
13)DOPPIO COGNOME
Con la caduta ufficiale del governo andrebbe nel congelatore anche la legge sul doppio cognome, così come sollecitato dalla Corte costituzionale che è intervenuta per sancire la possibilità di aggiungere quello materno.
14) ERGASTOLANI
Infine sono a rischio di uno stop le norme che rivedrebbero l'ergastolo ostativo, cioè il divieto di concessione dei benefici penitenziari nei confronti di detenuti che non collaborano con la giustizia.
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