«Ecco perché la riforma è buona» «No, invece penalizza i territori»

Sono contrapposte le posizioni dei coordinatori regionali dei movimenti rappresentati in Consiglio Divide l’idea di eliminare la ripartizione provinciale, più consensi sul seggio sicuro a chi arriva terzo
etelwardo sigismondi (fdi)
1) «La proposta dimostra l’alta caratura istituzionale del presidente Marsilio. La “sprovincializzazione” dei consiglieri regionali, con il collegio unico, è un salto storico-culturale».
2) «L’aumento del numero dei candidati favorirebbe una maggiore partecipazione alla competizione, incrementando la rappresentanza dei territori in ciascuna lista».
3) «Alle Europee vi sono 3 preferenze, di cui una di genere. Il sistema favorisce il dialogo tra territori ed è utile anche per la riduzione del costo della competizione in virtù dell’aumento dell’estensione del collegio».
4) «La possibilità di elezione anche del secondo presidente non eletto si ispira alle dinamiche delle amministrative e supera l’incongruenza secondo la quale un candidato che ottiene il terzo risultato, riuscendo a superare il 4%, e con la rappresentanza di almeno 2 seggi della lista o coalizione a lui collegata, non possa sedere in Consiglio».
5) «Da tre anni e mezzo la giunta Marsilio si occupa delle priorità dell’Abruzzo quotidianamente: infrastrutture, sanità, incentivi. La proposta apre al confronto. A chi cerca di sminuirla bollandola, invece, come un tentativo di Marsilio di blindare le elezioni per una sua riconferma, dico che nulla cambia in merito all’elezione del presidente ed evidenzio come lo stesso Marsilio e il centrodestra non abbiano bisogno di escogitare alcun artificio».
nazario pagano (fi)
1) «Ci riuniremo per parlarne, ma sarei molto cauto con le modifiche dell’attuale legge. Ci sono pro e contro. Tra i pro il superamento di campanili e confini provinciali: un aspetto che a me piace, nell’ottica di un Abruzzo che trova una sorta di unicità in una logica di rafforzamento nella sfida extraregionale».
2) «Faremo un approfondimento sui 45 candidati: sono perplesso perché non tutti i partiti sarebbero messi sullo stesso piano in quanto non tutti avrebbero la possibilità di candidare 45 persone. Ne va verificata la costituzionalità».
3) «La concentrazione abitativa maggiore è nell’area Chieti-Pescara e questo faciliterebbe l’elezione di candidati di quell’area penalizzando le meno popolose. Vi è poi il tema dei costi delle campagne elettorali legate ai sistemi con voto di preferenza: attenti a non creare differenti condizioni di partenza o vantaggi per gli uscenti. È vero che si propongono 3 preferenze e possibilità di alleanze con altri candidati, però questo nuoce alle candidate – meno donne fanno politica rispetto agli uomini – e potrebbe fare un danno rispetto all’attuale ripartizione del 50%».
4) «Vedo con favore l’elezione del terzo candidato. La logica del seggio soltanto al secondo può valere in un sistema bipolare, ma ormai ci sono formazioni come 5 Stelle e Terzo polo che è giusto abbiano un riconoscimento di rappresentatività».
5) «Legge elettorale priorità? Onestamente no. Ma questo non significa che la politica non debba confrontarsi, anzi è doveroso che lo faccia, su questo».
michele fina (pd)
1) «Il collegio unico penalizza i candidati delle aree interne, a beneficio delle zone più popolose, e costringe a fare campagne elettorali su territori più vasti, a tutto vantaggio dei più ricchi. Lo scopo dichiarato di evitare i campanilismi è un pretesto».
2) «Con liste di 45 candidati è favorito chi detiene il potere, che così può più facilmente mettere in lista coloro che sono stati coinvolti nel suo esercizio».
3) «La doppia preferenza, al contrario di quella tripla, dà più possibilità rispetto alle pari opportunità»
4) «Il seggio al terzo classificato mi sembra il cuore della proposta che ne rivela il vero scopo: provare a offrire un’esca agli avversari per disincentivare le coalizioni, non contando che potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Se fosse stata una proposta intellettualmente onesta e coraggiosa sarebbe stata accompagnata dall’introduzione del ballottaggio e dal possibile voto disgiunto, come per i Comuni».
5) «Ribadisco con grande forza: non è la priorità per i nostri cittadini. Le vere priorità sono altre, a cominciare dal caro bollette e dalla necessità di sostegni a famiglie e imprese, come già fatto da altre Regioni. Le nostre proposte per farlo le abbiamo depositate, chiediamo un tavolo di crisi regionale sull’emergenza simile a quello sulla pandemia a livello nazionale. Però Marsilio pensa solo ai giochetti politici, ai tentativi di blindarsi».
luigi d’eramo (lega)
1) Il collegio unico è un’ipotesi interessante rispetto alla quale c’è sempre stata piena disponibilità della Lega a lavorare col presidente della Regione».
2) «Sui 45 candidati per lista non siamo molto convinti, mantenerli al numero di 30 garantirebbe maggiore equilibrio anche nello svolgimento della campagna elettorale».
3) «Tripla preferenza di genere? È chiaro che nel momento in cui si dovesse giungere al collegio unico la triplice preferenza diventa importante e necessaria. Una formula, questa, impiegata alle Europee e che potrebbe garantire anche la necessità di dare una rappresentanza sui territori delle quattro province».
4) «Giusto il seggio a chi arriva terzo perché il consiglio regionale deve dare la maggiore rappresentanza possibile a tutti coloro i quali concorrono alla elezioni. E diventa anche una necessità garantire quel posto in via diretta, vista l’ampiezza del collegio». 5) «Priorità sì o no? È chiaro che oggi le priorità sono altre: crisi energetica, occupazione, crisi economica, ma è altrettanto vero che trattare il tema non significa non lavorare sulle priorità della regione. Esistono le commissioni Statuto e regolamenti con compiti specifici. Ci riuniremo a tutti i livelli per valutare ed eventualmente migliorare la proposta Marsilio».
gianluca castaldi (m5s)
1) Le mie valutazioni ricalcano quelle che sono state già espresse dal nostro capogruppo all’Emiciclo Francesco Taglieri. Diciamo no al collegio unico regionale che aumenterebbe la rappresentanza delle aree costiere e metropolitane, più popolose, a scapito di quelle interne. No ai divari e alla politica per i ricchi».
2) «Con le liste allungate a 45 candidati non si ottiene nessun effetto positivo. Anzi, aumenterebbero i portatori di voti creando false aspettative di essere eletti a beneficio dei soliti noti».
3) «La terza preferenza di genere non ci piace: per la pari opportunità tra i sessi basta la doppia. Il resto fa scivolare facilmente in una dispersione di voti oppure una prevalenza maschile nel caso in cui vengano indicati due uomini e una donna».
4) «Il posto di diritto al terzo non eletto non è altro che un tentativo di dividere il fronte avversario».
5) «La riforma non è una priorità. Tutt’altro. Al primo posto ci sono i problemi dei cittadini che vanno affrontati senza indugio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
1) «La proposta dimostra l’alta caratura istituzionale del presidente Marsilio. La “sprovincializzazione” dei consiglieri regionali, con il collegio unico, è un salto storico-culturale».
2) «L’aumento del numero dei candidati favorirebbe una maggiore partecipazione alla competizione, incrementando la rappresentanza dei territori in ciascuna lista».
3) «Alle Europee vi sono 3 preferenze, di cui una di genere. Il sistema favorisce il dialogo tra territori ed è utile anche per la riduzione del costo della competizione in virtù dell’aumento dell’estensione del collegio».
4) «La possibilità di elezione anche del secondo presidente non eletto si ispira alle dinamiche delle amministrative e supera l’incongruenza secondo la quale un candidato che ottiene il terzo risultato, riuscendo a superare il 4%, e con la rappresentanza di almeno 2 seggi della lista o coalizione a lui collegata, non possa sedere in Consiglio».
5) «Da tre anni e mezzo la giunta Marsilio si occupa delle priorità dell’Abruzzo quotidianamente: infrastrutture, sanità, incentivi. La proposta apre al confronto. A chi cerca di sminuirla bollandola, invece, come un tentativo di Marsilio di blindare le elezioni per una sua riconferma, dico che nulla cambia in merito all’elezione del presidente ed evidenzio come lo stesso Marsilio e il centrodestra non abbiano bisogno di escogitare alcun artificio».
nazario pagano (fi)
1) «Ci riuniremo per parlarne, ma sarei molto cauto con le modifiche dell’attuale legge. Ci sono pro e contro. Tra i pro il superamento di campanili e confini provinciali: un aspetto che a me piace, nell’ottica di un Abruzzo che trova una sorta di unicità in una logica di rafforzamento nella sfida extraregionale».
2) «Faremo un approfondimento sui 45 candidati: sono perplesso perché non tutti i partiti sarebbero messi sullo stesso piano in quanto non tutti avrebbero la possibilità di candidare 45 persone. Ne va verificata la costituzionalità».
3) «La concentrazione abitativa maggiore è nell’area Chieti-Pescara e questo faciliterebbe l’elezione di candidati di quell’area penalizzando le meno popolose. Vi è poi il tema dei costi delle campagne elettorali legate ai sistemi con voto di preferenza: attenti a non creare differenti condizioni di partenza o vantaggi per gli uscenti. È vero che si propongono 3 preferenze e possibilità di alleanze con altri candidati, però questo nuoce alle candidate – meno donne fanno politica rispetto agli uomini – e potrebbe fare un danno rispetto all’attuale ripartizione del 50%».
4) «Vedo con favore l’elezione del terzo candidato. La logica del seggio soltanto al secondo può valere in un sistema bipolare, ma ormai ci sono formazioni come 5 Stelle e Terzo polo che è giusto abbiano un riconoscimento di rappresentatività».
5) «Legge elettorale priorità? Onestamente no. Ma questo non significa che la politica non debba confrontarsi, anzi è doveroso che lo faccia, su questo».
michele fina (pd)
1) «Il collegio unico penalizza i candidati delle aree interne, a beneficio delle zone più popolose, e costringe a fare campagne elettorali su territori più vasti, a tutto vantaggio dei più ricchi. Lo scopo dichiarato di evitare i campanilismi è un pretesto».
2) «Con liste di 45 candidati è favorito chi detiene il potere, che così può più facilmente mettere in lista coloro che sono stati coinvolti nel suo esercizio».
3) «La doppia preferenza, al contrario di quella tripla, dà più possibilità rispetto alle pari opportunità»
4) «Il seggio al terzo classificato mi sembra il cuore della proposta che ne rivela il vero scopo: provare a offrire un’esca agli avversari per disincentivare le coalizioni, non contando che potrebbe essere un’arma a doppio taglio. Se fosse stata una proposta intellettualmente onesta e coraggiosa sarebbe stata accompagnata dall’introduzione del ballottaggio e dal possibile voto disgiunto, come per i Comuni».
5) «Ribadisco con grande forza: non è la priorità per i nostri cittadini. Le vere priorità sono altre, a cominciare dal caro bollette e dalla necessità di sostegni a famiglie e imprese, come già fatto da altre Regioni. Le nostre proposte per farlo le abbiamo depositate, chiediamo un tavolo di crisi regionale sull’emergenza simile a quello sulla pandemia a livello nazionale. Però Marsilio pensa solo ai giochetti politici, ai tentativi di blindarsi».
luigi d’eramo (lega)
1) Il collegio unico è un’ipotesi interessante rispetto alla quale c’è sempre stata piena disponibilità della Lega a lavorare col presidente della Regione».
2) «Sui 45 candidati per lista non siamo molto convinti, mantenerli al numero di 30 garantirebbe maggiore equilibrio anche nello svolgimento della campagna elettorale».
3) «Tripla preferenza di genere? È chiaro che nel momento in cui si dovesse giungere al collegio unico la triplice preferenza diventa importante e necessaria. Una formula, questa, impiegata alle Europee e che potrebbe garantire anche la necessità di dare una rappresentanza sui territori delle quattro province».
4) «Giusto il seggio a chi arriva terzo perché il consiglio regionale deve dare la maggiore rappresentanza possibile a tutti coloro i quali concorrono alla elezioni. E diventa anche una necessità garantire quel posto in via diretta, vista l’ampiezza del collegio». 5) «Priorità sì o no? È chiaro che oggi le priorità sono altre: crisi energetica, occupazione, crisi economica, ma è altrettanto vero che trattare il tema non significa non lavorare sulle priorità della regione. Esistono le commissioni Statuto e regolamenti con compiti specifici. Ci riuniremo a tutti i livelli per valutare ed eventualmente migliorare la proposta Marsilio».
gianluca castaldi (m5s)
1) Le mie valutazioni ricalcano quelle che sono state già espresse dal nostro capogruppo all’Emiciclo Francesco Taglieri. Diciamo no al collegio unico regionale che aumenterebbe la rappresentanza delle aree costiere e metropolitane, più popolose, a scapito di quelle interne. No ai divari e alla politica per i ricchi».
2) «Con le liste allungate a 45 candidati non si ottiene nessun effetto positivo. Anzi, aumenterebbero i portatori di voti creando false aspettative di essere eletti a beneficio dei soliti noti».
3) «La terza preferenza di genere non ci piace: per la pari opportunità tra i sessi basta la doppia. Il resto fa scivolare facilmente in una dispersione di voti oppure una prevalenza maschile nel caso in cui vengano indicati due uomini e una donna».
4) «Il posto di diritto al terzo non eletto non è altro che un tentativo di dividere il fronte avversario».
5) «La riforma non è una priorità. Tutt’altro. Al primo posto ci sono i problemi dei cittadini che vanno affrontati senza indugio».
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