Ed un sindaco scatena la reazione di Salvini che dà l’ultimatum a Bellachioma e gli altri

1 Ottobre 2019

Tutto deve restare congelato fino al voto in Umbria. All'esterno non devono trapelare notizia di dimissioni, commissariamenti e punizioni. Ma la Lega abruzzese ha 7, 10 giorni al massimo per...

Tutto deve restare congelato fino al voto in Umbria. All'esterno non devono trapelare notizia di dimissioni, commissariamenti e punizioni. Ma la Lega abruzzese ha 7, 10 giorni al massimo per rimettere i tasselli a posto. Matteo Salvini ha strigliato i suoi, due sere fa a Martinsicuro, dettando l'agenda dei prossimi sei mesi alla Lega Abruzzo, e richiamando all’ordine il segretario Giuseppe Bellachioma, il più esposto, il deputato Luigi D'Eramo, che si mantiene defilato, quindi gli assessori, i consiglieri e i sindaci. Ma proprio lo sfogo di un primo cittadino ha fatto infuriare il capo del Carroccio. Quel sindaco ha accusato il vertice del partito in Abruzzo di non ascoltare la sua voce e quella degli altri primi cittadini. E questo ha fatto andare Salvini su tutte le furie. Il leader ha detto di non voler più venire a sapere di problemi abruzzesi attraverso le agenzie di stampa che legge da Roma. Problemi come il caso Fioretti e la nomina della compagna, oppure il calendario della caccia bocciato più volte, o la proposta di legge sul referendum che ha rischiato in Abruzzo la debacle, fino ad arrivare alla legge sulle case popolari per la quale la Lega si è fatta sorpassare da Fratelli d'Italia. Salvini ha quindi avvertito che tornerà presto in Abruzzo per vedere se la Lega si è davvero riposizionata pensando a far approvare i temi cari al leader: liste d'attesa, case popolari, fondi all'agricoltura, per citarne alcuni. Ma non ci saranno prove d’appello. (l.c.)