Edifici più sicuri: ecco come costruirli

25 Febbraio 2017

De Paulis: è importante la scelta del luogo e del materiale

L’AQUILA. Casa sicura, ecco il problema. Le popolazioni del Centro Italia hanno paura. L’Aquila e Teramo hanno paura. Paura del terremoto, che dopo sette anni e mezzo si è fatto risentire a L’Aquila, e nelle zone vice, come Amatrice, Norcia, Campotosto. Paura delle frane. Mai questa parte dell’Abruzzo, di recente, si era scoperto così vulnerabile. Ma non sono il terremoto o la frana a uccidere le persone: sono le case costruite male e su terreni non adatto. Lo confermano studi autorevoli, per ultimo uno del Sole24Ore, dal titolo “Così la casa diventa antisismica”. Ma come si costruisce una casa sicura? E per le frane?

IL PROGETTO E IL TERRENO. «Bisogna partire da questo punto fondamentale», afferma l’ingegnere strutturista specializzato in antisismicità, Sergio De Paulis, che insieme al suo studio M&P, ha progettato molte opere di miglioramento sismico dei palazzi del centro storico dell’Aquila e nuove costruzioni, anche fuori provincia. «Il terreno deve essere idoneo, su strati forti, rocciosi. Più è duro e meno problemi dà in caso di sisma. Lo stesso discorso vale per le frane. Per il terremoto, quando si fa un progetto, oltre a un ingegnere strutturista occorre anche affidarsi a un geologo esperto, che conosca bene il territorio e il terreno, che faccia un sondaggio sulla risposta sismica locale, cioè vedere cosa c’è sotto. Un sondaggio fino a 300 metri; interventi che non sono molto costosi, si parla di 5-6 mila euro. I Piani regolatori dei Comuni dovrebbero tenere conto del terreno sul quale si va a costruire».

LEGNO O CEMENTO? «Le nuove costruzioni antisismiche possono essere in legno o in cemento armato», afferma De Paulis. «Con il legno bisogna costruire comunque una piastra in cemento armato e poi si costruisce la casa. Per il cemento armato il sistema è lo stesso, ma occorrono molto accortezze in più. Il ferro da mettere nelle colonne deve essere calcolato al millesimo».

GLI ISOLATORI... «In ogni caso e per qualsiasi costruzione, in legno o in cemento, il top della casa sicura sono gli isolatori. È una tecnica che in Giappone si è molto sviluppata, imposta da tempo dal notevole rischio sismico. Lì costruiscono grattacieli, in acciaio, cemento, legno e vetro, ma sugli isolatori. In questo modo gli edifici oscillano ma non cadono».

... E I LORO MATERIALI. «Possono essere molle o supporti di gomma. Oppure come è stato fatto per il Progetto Case a L’Aquila, dove è stata costruita una piattaforma di cemento armato e sotto sono stati inseriti degli isolatori alti due metri circa, di un metallo speciale che fanno oscillare o vibrare quello che c’è sopra fino a 40 centimetri. Una volta costruite, su queste piastre poggiate sugli isolatori ci si può mettere ciò che si vuole: case e scuole», sottolinea De Paulis.

IL COSTO. «Mettere gli isolatori sotto un edificio di nuova costruzione non costa nulla in più», specifica De Paulis. «Altro discorso se si devono inserire in una struttura già esistente. I costi possono lievitare del 30%. È più facile con il cemento armato e quando è in piano. In questo caso si riesce a sollevare l’edificio e inserire gli isolatori. Si può fare anche su edifici antichi, ma in piano».

EFFETTO MURATURA. «Per la muratura i tetti devono essere leggeri o alleggeriti», si afferma nello studio pubblicato dal Sole24Ore, «il legno è il materiale migliore. I solai possono essere anche in calcestruzzo, ma adeguati ai carichi. Per rinforzare i muri si utilizzano intonaci armati o armature metalliche, con iniezioni di malte cementizie; inserimento di barre trasversali in acciaio o fibre sulle pareti. L’importante è connettere con giunti, pali e catene solai e coperture, muri portanti e tramezzi». «Questo», conclude De Paulis, «per evitare l’effetto scatola».

FRANE SENZA RIMEDIO. Una frana che scivola verso valle alla velocità di un metro al giorno dal 13 febbraio scorso ha cancellato metà della frazione Ponzano di Civitella del Tronto, nel Teramano. Trentatrè case sono state evacuate e 98 persone sono senza tetto. Ed è inarrestabile. Su quei terreni non si potrà più costruire. Alessandro Trigila, geologo e responsabile della Segreteria tecnica Progetto Iffi (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia), in una relazio all’Ispra, sottolinea che «è fondamentale conoscere il territorio. L’Inventario Iffi costituisce un importante strumento tecnico di supporto per la pianificazione territoriale. I principali utenti sono le amministrazioni pubbliche centrali e locali».