Elisabetta e il cuore ricevuto in dono a 14 anni: «La mia è una bellissima avventura»

Pescara. Nel 1987 fu la prima ragazzina cardio-trapiantata d’Italia. A lei è andato il premio dell’associazione “Domenico Allegrino”: «Profonda gratitudine per chi mi ha dato l’opportunità di vivere una seconda volta»
PESCARA. «La mia è una bellissima avventura che sto vivendo appieno ogni giorno, con profonda gratitudine per chi mi ha dato l’opportunità di vivere una seconda volta». Con queste parole Elisabetta Nobili, prima cardio-trapiantata pediatrica in Italia, ha accolto l’assegnazione del “Sì all’Uomo 2026” - Premio nazionale “Domenico Allegrino”. La cerimonia si è svolta al liceo MiBe di via Einaudi, alla presenza della fondatrice dell’associazione Antonella Allegrino, della dirigente scolastica Raffaella Cocco, della presidente dell’Aido comunale Pina Pasetti, della dottoressa Rosamaria Zocaro, direttrice del dipartimento di Anestesiologia e coordinatrice del Centro Trapianti della Asl di Pescara, di studenti, cittadini e volontari. Con questo premio, alla 19ª edizione, l’associazione “Domenico Allegrino” Odv riconosce e onora figure che si sono distinte per aver curato, a proprio modo, le ferite di persone fragili, mettendo in pratica i valori dell’accoglienza e della solidarietà. L’edizione di quest’anno è stata dedicata al tema del “Dono”, che ha ispirato anche l’annuale concorso-calendario dell’associazione.
«Vi ringrazio per aver pensato a me», ha commentato in videocollegamento perché influenzata, Elisabetta Nobili. «A 14 anni ho ricevuto un dono che all’inizio non comprendevo e che poi si è trasformato in qualcosa di molto prezioso da custodire: un cuore nuovo, una vita nuova. La donazione è un supremo atto di umanità, generosità e solidarietà; è la più alta espressione di altruismo. Permette di trasformare una fine vita in vita nuova, crea la speranza di un nuovo inizio. È un gesto volontario, gratuito, anonimo e consapevole che può salvare fino a otto vite e migliorarne molte altre».
Originaria di Ferrara e residente a Bologna, 53 anni, Nobili fu la prima bambina in Italia a ricevere un trapianto di cuore, all’ospedale di Padova, il 24 marzo 1987. Era affetta da una grave miocardiopatia dilatativa: il suo cuore si era ingrossato fino a comprimere gli altri organi. Dopo anni di sofferenza, i medici le avevano dato pochi mesi di vita, ma una chiamata le cambiò l’esistenza: era disponibile il cuore di un’adolescente della sua stessa età, morta in un incidente domestico. L’intervento riuscì ed Elisabetta divenne un simbolo della cardiochirurgia italiana.
Nel corso della cerimonia, la dottoressa a Zocaro ha sottolineato che «in Italia, dal 1999, esiste una legge molto garantista che tutela pienamente il percorso dalla donazione di organi al trapianto». E Pasetti: «La scelta può essere espressa al rinnovo della carta d’identità, negli uffici Asl, nella sede Aido o con un atto olografo da conservare. In Abruzzo la media dei “no” è intorno al 34%, ancora un po’ alta. Continueremo a informare e sensibilizzare per migliorarla, rispettando anche la scelta di chi non vuole donare».

