Elisoccorso, 750 vite salvate in un anno

26 Ottobre 2024

In azione due velivoli, in grado di ridurre la distanza anche tra gli ospedali di Teramo e L’Aquila divisi dal Gran Sasso

L’AQUILA. Un ponte sanitario in grado di collegare gli ospedali dell'Aquila e Teramo, separati da 60 chilometri e dal massiccio del Gran Sasso. Estremamente utile in caso di trasferimenti urgenti legati alle patologie "tempo dipendenti" come traumi, emergenze cardiologiche e neurologiche. L'elisoccorso, con le due basi operative dell'Aquila e di Pescara, si è rivelato «insostituibile per rendere il più efficace possibile la rete ospedaliera regionale, costituita da hub specializzati e ospedali periferici».
A spiegare le caratteristiche dell’elisoccorso abruzzese è Il professor Franco Marinangeli, referente sanitario regionale per le emergenze della Regione Abruzzo e del Nucleo Organizzativo per l’Emergenza Sanitaria, di recente attivazione, nell'ambito del sistema di emergenza-urgenza.
Ad alzarsi in volo, quando scatta l'allarme sanitario, sono un elicottero AW139 e di un AW169, entrambi prodotti da Leonardo, il colosso italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza, e operati da Avincis, azienda specializzata che opera per conto della Regione.
Dallo scorso 26 marzo, da quando in Abruzzo è attivo il Numero unico europeo 112 per le emergenze sono state oltre 400mila, secondo i dati raccolti, le chiamate pervenute, di cui circa la metà inoltrate a polizia, carabinieri e vigili del fuoco e quasi 80mila alla rete di emergenza sanitaria. Nei casi più complessi, per la patologia o la difficoltà di recupero del paziente, è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso.
«Nel 2023», sottolinea il professor Marinangeli, «le due basi dell'elisoccorso hanno registrato più di 750 interventi, un dato in aumento rispetto al passato, soprattutto per il crescente afflusso di escursionisti sulle montagne abruzzesi, che si è intensificato nel post-Covid. Anche la dispersione della popolazione in aree remote e difficili da raggiungere rende essenziale l’elisoccorso».
Attivo dal 1998, il servizio si avvale di personale sanitario (anestesisti rianimatori e infermieri di area critica) fornito dalle quattro Asl abruzzesi e specializzato a operare in ambiente impervio.
«Le due basi erano state create con l’obiettivo di coprire aree diverse, Pescara per la zona costiera e L'Aquila per l’area montuosa, ma nel tempo anche l’elicottero di Pescara è stato equipaggiato con verricello e l’équipe è stata ampliata con il tecnico del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico per poter operare anche in montagna», spiega Marinangeli.
Pescara impiega un AW169, elicottero di ultima generazione particolarmente versatile, dotato di una funzionalità importante, l’Auxiliary Power Unit, che consente di prestare soccorso a terra, in totale sicurezza, utilizzando le strumentazioni sanitare installate a bordo, anche a rotori fermi, grazie a un sistema elettrico ausiliario.
L’AW139 in servizio all'’Aquila, invece, è un elicottero moderno e hi-tech, in grado di effettuare interventi complessi come il recupero di escursionisti bloccati in parete e di garantire prestazioni eccellenti anche con meteo avverso e alle altitudini riscontrabili in Abruzzo. La complessità del sorvolo sul Gran Sasso, infatti, è paragonabile a quella sulle più impervie vette alpine e il mezzo con cui si interviene fa la differenza.
«E' dotato, inoltre, di un’ampia cabina che può ospitare fino a due barelle e cinque soccorritori», aggiunge Marinageli, «l’AW139 è equipaggiato come un piccolo ospedale volante, con tutti gli strumenti sanitari utili a portare il soccorso sulla scena dell’emergenza, dove il paziente riceve le prime cure e viene stabilizzato per, poi, essere costantemente monitorato durante il volo verso l’ospedale più idoneo per la cura. L’elisoccorso in Abruzzo è una necessità ormai irrinunciabile, strategico per un’armonizzazione e razionalizzazione dei percorsi assistenziali, anche nell’ottica dei trasferimenti intraospedalieri in caso di trauma, emergenze cardiologiche e neurologiche. Insieme al Direttore del Dipartimento di Protezione Civile, Mauro Casinghini, al Presidente del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Daniele Perilli, ai quattro direttori dei servizi 118, Gino Bianchi, Adamo Mancinelli, Silvio Santicchia e Aurelio Soldano, stiamo lavorando per offrire agli abruzzesi sempre maggiore sicurezza dei servizi di emergenza». (m.p.)
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