Emergenza, l’Abruzzo è pronto: più posti letto e cure anche a casa

Gli ospedali di nuovo a rischio: l’assessore Verì incontra i vertici delle Asl e i medici in prima linea Definita una doppia strategia: stop ai ricoveri non necessari e assistenza a domicilio per tutti i positivi
PESCARA. Il Covid avanza, l’Abruzzo corre ai ripari e aumenta le difese. L’impennata dei contagi e dei ricoveri ha sorpreso la Regione che ora mette in campo nuove armi per arginare la corsa del virus. Cure specifiche a domicilio per i positivi e una gestione diversa dei ricoveri e dei posti letto per alleggerire la pressione sugli ospedali.
Il nuovo piano contro l’ondata estiva è stato discusso in una riunione a Pescara, durata diverse ore, convocata dall’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì. Era presente anche il referente regionale per le maxi-emergenze, Franco Marinangeli, insieme ai rappresentanti delle 4 Asl, alcuni dei quali collegati in video conferenza. C’era anche chi lotta in prima linea contro il Covid da due anni, come il responsabile della campagna di vaccinazione Maurizio Brucchi, i primari Giustino Parruti, Jacopo Vecchiet e Alessandro Grimaldi, tra gli altri.
IL VERTICE FIUME
L’incontro è stato convocato per dare una risposta ad uno scenario che torna a far paura: l’aumento esponenziale dei casi, seguiti dai ricoveri e, sullo sfondo, l’ennesima variante che stavolta si è materializzata in India. «L’incontro si è reso necessario», spiega l’assessore Verì, «perché ieri (giovedì per chi legge, ndr) è stata emanata una nuova circolare ministeriale e ancora prima era intervenuta l’Agenzia sanitaria con delle precise linee guida alle Asl sulla gestione dei pazienti Covid». I vertici della sanità abruzzese si sono confrontati sulla gestione dei ricoveri e sulle armi da mettere in campo in questa fase delicata, per anticipare e arginare la corsa impetuosa del Covid.
I POSTI LETTO
La Regione è già pronta a rimodulare i posti letto di area medica e di terapia intensiva (come avvenuto nelle altre fasi della pandemia), istituendo anche delle aree “grigie”, nei singoli reparti, cioè degli spazi per la gestione dei pazienti, ricoverati in precedenza per altre patologie, ma risultati positivi al Covid e dunque bloccati in ospedale.
TORNANO LE CURE A CASA
Parallelamente, è stato ideato anche un nuovo modello di assistenza sanitaria sul territorio: «È indispensabile per evitare accessi impropri ai pronto soccorso degli ospedali», spiega Verì, «ricoveri non necessari e garantire le cure domiciliari ai pazienti asintomatici e con sintomi lievi». Sarà istituito un numero di telefono unico in ciascuna Asl, attivo 24 ore, a disposizione dei medici di base e contattabile solo da loro.
A questo numero risponderà un altro medico, che fornirà la consulenza per i pazienti e attiverà un percorso assistenziale ambulatoriale nelle strutture Asl, in cui sono coinvolti anche i medici delle ex Usca (le unità mediche che curavano i pazienti anche a domicilio) e dove il paziente positivo potrà fare ecografie polmonari, esami del sangue e potrà essere curato anche con gli antivirali. Sono previste anche nuove squadre mobili per assicurare le visite domiciliari ai pazienti più fragili.
Al termine di questo percorso medico si deciderà se il paziente necessita di un ricovero in ospedale oppure può essere rimandato a casa.
LA NUOVA VARIANTE
«Ci aspettavamo questa ondata per l’autunno, ma ci ha colti di sorpresa», ammette Marinangeli, referente regionale per le maxi-emergenze, «i numeri ci dicono che la situazione è in peggioramento e che a pagarne le spese sono soprattutto i pazienti più fragili». Sullo sfondo c’è anche la nuova variante indiana che già preoccupa. «Un problema purtroppo già visto», conclude Marinangeli, «ma le varianti possono essere combattute solo con i vaccini e ci auguriamo che sia così anche per questa. I ceppi attuali del virus non stanno creando grossi problemi agli ospedali proprio grazie all’ottima copertura vaccinale che abbiamo raggiunto».

