Emergenza lavoro, il giorno delle decisioni

Oggi si riunisce la commissione regionale, le proposte dei sindacati: servono interventi straordinari
PESCARA. Favorire un piano di ricostruzione del mercato del lavoro e porre le basi ad uno strumento unico che garantisca ai lavoratori un salario pieno anche nei periodi di non lavoro ma di formazione. Sono queste le proposte che la Cisl Abruzzo-Molise presenterà oggi alla commissione regionale per le politiche del lavoro presieduta dall’assessore al Lavoro Piero Fioretti. La commissione, che vede la presenza di tutte le parti sociali, è per la Cisl il luogo naturale per pianificare, monitorare, governare la ripresa delle attività, individuare criticità e condividere le misure e azioni da adottare a sostegno delle aziende in difficoltà e dei lavoratori con tutte le problematiche occupazionali e reddituali derivanti dall’emergenza coronavirus.
La Cisl, in particolare, rinnoverà due proposte. «Creare uno strumento finanziato dall’Inps, dallo Stato, dai fondi europei e contrattuali bilaterali, dalla lotta al lavoro nero, dall’evasione fiscale e dallo 0,30 della formazione continua, che lasci il lavoratore legato all’azienda e capace di garantire il salario pieno per poter vivere e mantenere la propria famiglia anche nei periodi di non lavoro ma di formazione», spiega Antonio Scuteri, segretario interregionale Cisl Abruzzo-Molise. «Con la pandemia, infatti, migliaia di lavoratori dovranno avere nuove competenze e professionalità a causa del cambiamento dell’organizzazione del lavoro. Non solo, in alcuni settori mancano, da sempre, diversi profili professionali. È necessario, quindi, favorire la graduale ripresa delle attività produttive e dell’occupazione avviando una grande stagione di corsi di qualificazione e riqualificazione mirati ai percettori di ammortizzatori, ai giovani, ai beneficiari di reddito di cittadinanza e ai disoccupati».
Poi c’è la seconda proposta. «Attuare, attraverso interventi straordinari, un vero piano di ricostruzione del mercato del lavoro», spiega Scuteri, «del tessuto produttivo, economico e sociale garantendo, nel contempo, salute e sicurezza. Tutto questo attraverso politiche attive del lavoro in grado di governare la flessibilità del mercato del lavoro, mediante l’utilizzo virtuoso di tre strumenti: la formazione (retribuita, mirata al lavoro e non allo sperpero di denaro pubblico), gli ammortizzatori (sempre più universali) e il collocamento, allestendo una rete dei servizi per il lavoro pubblico-privato a diffusione capillare, utile per far emergere il reale fabbisogno lavorativo e formativo, migliorare l’occupazione, favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro con la massima efficienza e rapidità possibile, contrastare un’ulteriore espulsione dei lavoratori dai posti di lavoro»
«Una rete», conclude il segretario Cisl Scuteri, «in grado di costruire un nuovo mercato del lavoro per sostenere la persona lungo l’intero arco della vita lavorativa e diventare un vero e proprio luogo di cura per eliminare il lavoro nero, sommerso e precario e liberare risorse per gli investimenti, la crescita e lo sviluppo».
(c.s.)

