Emodialisi 2 scoppia di caldo «Le stanze come un forno»

Pazienti costretti a rimanere immobili sui lettini per 4 ore con finestre sigillate e temperature fino a 40 gradi. Pettinari (M5s): spesa minima per i climatizzatori
PESCARA. Sono costretti a ricorrere ai tradizionali ventilatori nel reparto di Emodialisi 2, all'ospedale, perché l'impianto di aria condizionata, collegato alle sale operatorie, non è sufficiente a contrastare la cappa di afa e umidità di questi giorni. I pazienti, affetti da insufficienza renale cronica, sono stesi sui lettini per le terapie quotidiane, gli aghi infilati alle braccia per depurare il sangue.
Restano immobili per almeno 4 ore con le finestre sigillate, a una temperatura di 25 gradi, normalmente. Che in certe ore della giornata, dal pomeriggio fino a sera, «arriva a toccare i 40 gradi e qui dentro si rischia di svenire dal caldo». Per la seconda volta in un anno, ieri mattina Domenico Pettinari, consigliere del M5S e vice presidente regionale della Commissione Sanità, ha effettuato un sopralluogo nel reparto, sollecitato dalle denunce dei degenti.
Uno di questi, Mirko, di Pescara, 3 anni di dialisi, commenta: «Le stanze diventano un forno la sera, gli infermieri ci attaccano gli aghi e scappano a cercare refrigerio altrove». «C'è una relazione dei Nas stilata l'anno scorso su questa situazione infernale a danno dei pazienti, ma a quanto pare non è cambiato nulla», attacca Pettinari che sollecita di nuovo l'intervento dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni sia la presenza dell'assessore alla Sanità Silvio Paolucci e del presidente della Regione Luciano D'Alfonso: «Vadano negli ospedali a verificare che cosa succede, come faccio io. I servizi sono scadenti a fronte di una grande iniezione di denaro pubblico, 600 milioni di euro per la sola Asl di Pescara».
La sezione 2 di Emodialisi fa parte dell'unità complessa di Nefrologia e Dialisi, diretta da Giancarlo Guerrieri. La stessa struttura fa capo al Dipartimento di Medicina diretto da Paolo Di Berardino. Emodialisi 2 conta 4 medici, 11 infermieri e 65 pazienti, dai 27 ai 90 anni, che occupano tre grandi stanze, ognuna delle quali è dotata di un ventilatore (uno si regge a malapena ) e un televisore per permettere ai degenti di ingannare il tempo e le fatiche della terapia. «Ogni anno», spiega il responsabile di struttura semplice Mario Campanella, «effettuiamo oltre 24mila dialisi, di cui 2000 su pazienti acuti e il resto su malati cronici. Quest'anno, per la prima volta, abbiamo già 500 prenotazioni di turisti dializzati che verranno da noi a fare le terapie». Un paziente, Dario Libertini di Montebello di Bertona, chiede alla Asl se sia possibile avere una copertura wifi per navigare in internet.
L'Asl replica: «Appena possibile, ci occuperemo del wifi. Per quanto riguarda la climatizzazione, i 25 gradi sono una temperatura ottimale, ma non è facile creare le condizioni per una temperatura ideale per tutti. I pazienti sopportano il caldo e il freddo in maniera diversa, difficile trovare l'equilibrio. Comunque, non ci sono mai stati casi di raffreddamento».
Pettinari insiste: «Almeno una decina di milioni viene destinata alla manutenzione, in questo caso appaltata a una ditta di Milano che ha il subappalto di un’azienda locale. Con questo iter, i tempi per riparare un guasto si allungano. Basterebbe spendere poche migliaia di euro per acquistare dei semplici climatizzatori come quello della stanza contumaciale (riservata ai pazienti con epatite ndc) e degli uffici dei dirigenti e il problema sarebbe risolto. Questo reparto avrebbe bisogno anche di un assistente sociale e psicologico e un amministrativo». Infine, Pettinari sollecita l'istituzione di un fondo regionale per le spese sostenute fuori regione dai pazienti nefropatici e oncologici. A Emodialisi 1 la situazione è migliore per i degenti. Manca la climatizzazione negli studi medici, ma la richiesta degli impianti è stata inoltrata agli uffici tecnici.

