[EMPTYTAG]Fiore e Castellino, i due leader neri a metà tra curva e piazza
Da ieri sono in arresto. Sabato erano insieme sulla scalinata di ingresso della Cgil, pronti a coordinare l'assalto alla storica sede del sindacato in Corso d'Italia. Roberto Fiore e Giuliano...
Da ieri sono in arresto. Sabato erano insieme sulla scalinata di ingresso della Cgil, pronti a coordinare l'assalto alla storica sede del sindacato in Corso d'Italia. Roberto Fiore e Giuliano Castellino, di fatto i vertici di Forza Nuova, movimento di estrema destra fondato da Fiore nel 1997. Tra loro anche Luigi Aronica, tra i fondatori dei Nuclei Armati Rivoluzionari. «Vecchi arnesi fascisti», come si autodefinì Massimo Carminati nel corso del processo al Mondo di Mezzo, che tornano in piazza, protagonisti di azioni dal «sapore eversivo». Storie ed esistenze politiche che hanno viaggiato per anni parallele e si sono ritrovate unite nel credo neofascista e antisistema. Da almeno un anno Fiore e Castellino sono in prima linea contro la «dittatura sanitaria», le decisioni del governo su pandemia e vaccini. Molte le manifestazioni che li hanno visti scendere in piazza. Per Fiore il capitolo «No Covid» è solo l'ultimo di un percorso che inizia negli anni di piombo. Castellino, il braccio destro romano di Fiore, si divide tra il movimentismo di estrema destra e la sua passione per la Roma e gli ambienti «curvaioli», spesso fucina per le nuove leve dell'estremismo nero in salsa romana.

