Enaip, 10 mesi dopo è tutto come prima: disperati e degrado

Forconi chiede al Comune di intervenire nelle palazzine dove restano accumulati rifiuti e vecchi documenti
PESCARA. Sono passati più di dieci mesi dal blitz della polizia municipale nelle palazzine che ospitavano l’Enaip e l’Enfap, sulla riviera nord di Pescara. Il 10 aprile 2018 in quei tre stabili del Comune inutilizzati da anni era stato trovato di tutto. E non è cambiato assolutamente niente. È ancora tutto lì, dagli occupanti abusivi alla marea di rifiuti stipati in quei locali fronte mare. La denuncia arriva da Marco Forconi (Fratelli d’Italia) che negli ultimi giorni ha visitato due volte quelle palazzine regalate all’incuria. E in entrambi i casi si è trovato di fronte diversi occupanti abusivi (una decina) e qualcuno ha provato a vendergli della droga, segno che si spaccia anche.
«La situazione», dice Forconi, «è nettamente peggiorata rispetto all’anno scorso» (documentata dal Centro). «Ci sono rifiuti ovunque, sia dentro che fuori. E sembra tutto moltiplicato, anzi decuplicato, rispetto ad allora. All’esterno c’è un albero crollato e poi ci sono cumuli di rifiuti, compreso un divano e un ammasso di cemento. E chissà», dice Forconi, «che non siano rimasti lì da aprile dell’anno scorso», quando era stato assicurato dal Comune che la zona andava «messa in sicurezza, per evitare altri bivacchi, e svuotata dell’imponente mole di materiale trovata nei locali».
Entrare in quegli spazi è facilissimo, fa notare Forconi che è passato dal parcheggio (quello usato d’estate per i bagnanti) e ha raggiunto le palazzine. «Non c’è nessuna protezione. E laddove c’è la rete, è rotta in tre punti, quindi è superabile senza problemi». Forconi è rimasto «senza parole» di fronte allo spettacolo che si è trovato di fronte specie perché ci sono delle stanze piene di «documenti che potrebbero contenere dati sensibili». E i faldoni sono moltissimi. Ma non solo questo. Nel suo rapido passaggio Forconi ha notato «siringhe ovunque, preservativi, vestiti, valigie, biciclette, cibo avariato, animali morti, feci e rifiuti speciali». Chi vive lì dentro si muove in questo scenario angosciante, mentre sul lungomare si spostano ogni giorno migliaia di persone in auto. E tra poco, d’estate, anche la spiaggia e i marciapiedi torneranno ad essere vissuti a pieno. «Chi passa qui davanti deve sentirsi sicuro, in primo luogo le donne», dice Forconi che lancia un appello affinché si intervenga. «Il Comune prenda immediatamente contezza di questa situazione ed attivi le forze dell'ordine per uno sgombero con contestuale messa in sicurezza dell'area». L’anno scorso l’assessore Gianni Teodoro aveva annunciato una «bonifica degli edifici», di concerto con altri assessorati. E invece lì il tempo si è fermato.
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