Ente manifestazioni, 300mila euro di debiti È scontro sui conti

17 Novembre 2024

Il presidente Meale: «La colpa è delle gestioni precedenti» Buco in crescita da tre anni. Il Pd: «Ora vogliamo le carte»

PESCARA. Il presidente dell’Ente Manifestazioni pescaresi Walter Meale è sicuro: «Questo ente culturale è un fiore all’occhiello della città che tutti ci invidiano». Anche se si porta dietro una zavorra di 300mila euro di debiti e, nella sede del teatro d’Annunzio, sono arrivati anche i pignoramenti. Al Pd che invoca chiarezza sui conti in rosso, Meale dice che «i bilanci sono pubblicati sul nostro sito nella sezione trasparenza». Ed è vero: l’ultimo bilancio è del 2022 e parla di 299,727,90 euro di debiti verso i fornitori e passività per 851mila euro. Sui conti dell’Ente manifestazioni è scontro infinito.
«Gli attuali debiti», assicura Meale, «non sono altro che frutto delle perdite generate in determinate annualità, nelle quali la governance era emanazione di tutt’altra parte politica rispetto a quella attuale». Ma come è stato possibile arrivare a queste cifre? Nel 2018, i debiti dell’Emp ammontavano a 201mila euro con 839mila di passività; nel 2019, debiti in calo a 109mila euro (744mila di passività); nel 2020, 53mila euro di debiti, l’importo più basso degli ultimi 7 anni (758mila di passività); i debiti sono tornati a salire nel 2021 a quota 231mila euro ( 867mila di passività). Il presidente sottolinea: «Le annualità che hanno determinato i maggiori disavanzi di gestione sono quelle 2014, 2015, 2016 e 2017 con una perdita complessiva riferita a tali anni di 353.173,09 euro, importo che infatti campeggia in bella vista nel bilancio 2018 con la voce “perdite portate a nuovo”». E in quegli anni, al governo del Comune, c’era il centrosinistra dell’amministrazione Alessandrini. «Nel 2018», continua Meale, «vi è stato poi un versamento in conto capitale da parte del socio che, però, non è stato sufficiente a ripianare l’intero importo del disavanzo pregresso, che nel bilancio 2019 ammonta infatti ad euro 223.121,27; se a ciò si aggiunge la perdita di 29mila dell’annualità 2020 ecco che è presto chiarita l’origine della situazione debitoria attuale».
Dal 2019, è cominciata l’era Masci: «La nostra gestione, iniziata nel marzo 2021, è stata al contrario una gestione economico finanziaria sana e responsabile, che, se da un lato ha registrato un notevole incremento delle attività culturali e di spettacolo organizzate a favore del territorio, dall’altro non ha prodotto squilibri di natura economico-finanziaria, che sono derivanti», afferma Meale, «come ormai chiaro a tutti, dalle gestioni precedenti». Secondo il presidente dell’Emp, «le dichiarazioni dei consiglieri Pd sono prive di fondatezza perché non vi è nessuna “cortina fumogena” e nessuna assenza di trasparenza». Meale dice: «Lancio un invito alla parte politica che oggi chiede chiarezza sui conti e lo fa in maniera strumentale, ben conoscendo la situazione esistente nel periodo in cui la gestione era affidata proprio a chi era indicato dal centrosinistra: cercare di preservare questo ente culturale».
Piero Giampietro, capogruppo Pd, annuncia invece che domani si presenterà in sede per controllare le carte: «Pur ammettendo l’aumento di fatturato che avrebbe dovuto e potuto mettere al riparo le casse, il presidente Meale, nominato dal centrodestra al vertice dell’Ente manifestazioni, non risponde, non entra nel merito e non spiega nulla sui pignoramenti, preferendo parlare di numeri di 10 anni fa e sconfessando persino il risanamento avvenuto con le presidenze che lo hanno preceduto. Non è chiaro se Meale parli a titolo personale o della parte politica che rappresenta, ma», dice Giampietro, «a questo punto si rende necessario che domani mattina mi rechi all’Ente manifestazioni per esercitare l’accesso agli atti, perché di fronte alla cortina fumogena che si continua ad alimentare, tanto da spingere alcuni creditori a bussare alle porte del Comune e temiamo anche di altre istituzioni, è doveroso che i pescaresi siano messi al corrente della situazione effettiva, visto che il Comune di Pescara è socio di gran lunga prevalente e finanziatore dell’Ente, che vogliamo torni a brillare e si rinnovi. Non vogliamo che i debiti maturati in questi anni ricadano sui pescaresi».