Ente manifestazioni, ora è scontro sui debiti: «Intervenga la Procura»

Il pignoramento da 38mila euro, Tiboni accusa: «Situazione grave» Il presidente Meale: «Onoriamo le pendenze ereditate dal passato»
PESCARA. È scontro sui debiti dell’Ente manifestazioni pescaresi e sul pignoramento da 38mila euro per le tasse comunali non pagate. E il caso potrebbe finire in Procura. A chiedere l’intervento della magistratura è Carla Tiboni, presidente dei Premi Internazionali Flaiano: «Chiedo ancora una volta l’intervento della Procura per fare chiarezza su una situazione a dir poco imbarazzante e grave, considerato che l’Emp amministra denaro proveniente per lo più da finanziamenti pubblici».
IL PD: AZZERARE L’EMPS È ancora polemica sull’ente che dal 1950 organizza spettacoli, manifestazioni culturali, artistiche e musicali, dal jazz al circo. Il Pd ne chiede il commissariamento: «La gestione dell’Ente manifestazioni in questi ultimi anni è stata caratterizzata da opacità e assoluta mancanza di trasparenza, che denunciamo ormai da tre anni», dice il capogruppo Piero Giampietro, «l’Ente manifestazioni gestisce un flusso mai visto prima di risorse economiche da ministero della Cultura, Regione e Comune, ma continua a indebitarsi e resta impenetrabile, senza considerare che resta gravemente senza risposta, in barba a qualunque regolamento del consiglio comunale, l’interrogazione sull’inagibilità del Teatro D’Annunzio, gestito proprio dall’Emp. Mi chiedo quale sia l’obiettivo della giunta Masci: noi invece vogliamo salvare il patrimonio culturale dell’Emp e rilanciarlo. Il Comune commissari subito questo ente», conclude Giampietro, «ne azzeri il vertice e risponda alle interrogazioni dimostrando di non avere nulla da nascondere».
PARLA IL PRESIDENTE Sul pignoramento da 38mila euro, interviene il presidente dell’Ente manifestazioni Valter Meale: «Stiamo pagando le spese della gestione corrente e ci stiamo impegnando a fronteggiare anche i debiti ereditati da gestioni passate. E gli oltre 38mila euro oggetto di un atto di pignoramento dei crediti verso terzi di Adriatica Risorse afferiscono proprio alle gestioni precedenti visto che in passato non sempre si è provveduto a saldare le somme della tassa sui rifiuti. Gli anni di riferimento sono, nello specifico, 2014, 2017 e 2018. Per le restanti somme che l’Emp deve ad Adriatica Risorse è stato avviato un piano di rateizzazione». Per evitare altri buchi di bilancio, il presidente aspetta sgravi e contributi dalla Regione: «L’auspicio è riuscire a ottenere l’annunciata decurtazione della Tari, pari all’80%, che fino ad oggi non è stata applicata ma che alleggerirebbe di molto gli importi da versare. Auspico inoltre che quanto prima l’Ente Manifestazioni riesca a introitare le somme dovute dalla Regione a titolo di contributi – si attende ancora il saldo dei contributi del 2023, anche da parte del ministero – per coprire le spese dell’Emp: con queste somme, che – ripeto – mi auguro arrivino nelle casse dell’Emp a stretto giro, avremo la possibilità di affrontare anche altre situazioni, saldando tutto. Oltre a dover fronteggiare le spese correnti, l’Emp deve farsi carico di situazioni debitorie che non riguardano la gestione attuale ma che sono state ereditate, come in questo caso».
TIBONI ACCUSA Tiboni, che ha presentato domanda di ingresso come socio dell’Emp, pone una serie di domande: «Subire un pignoramento significa che le casse sono vuote. Invece, nel consiglio comunale del 29 febbraio, ci era stato detto che c’era un monitoraggio continuo da parte del Comune sull’Emp e che gli uffici “non hanno mai rappresentato criticità gestionali”. Vallo a sapere che dopo un mese esce fuori una criticità talmente pesante da impedire all’Emp di ricevere pagamenti dal Comune. Quindi cosa accadrà per i finanziamenti per la stagione estiva?», si chiede Tiboni, «e ancora: i revisori dei conti sapevano di questo debito? Perché non è stato inserito nella relazione letta in consiglio? Perché si è impedito ai nuovi soci – con la scusa di un riordino del sistema museale che è a malapena nella fase delle riunioni – di entrare nell’Emp, definendo tale richiesta “inopportuna”? I soldi delle quote avrebbero fatto comodo oggi, eccome. Oppure», continua Tiboni, «si preferisce affidarsi ad un ricco benefattore che sembrerebbe donare soldi di tanto in tanto, per ripianare le quote non pagate negli ultimi due anni dall’Associazione Amici dell’Ente, che da socio moroso perché ancora lo è non avendo versato le pregresse annualità pari a 30mila euro (secondo i bilanci che sono pubblici), ha continuato in questi anni a partecipare e a votare in sede di assemblea dei soci (l’altro socio è il Comune di Pescara rappresentato dal sindaco). Le assemblee dei soci sono quindi nulle? Oppure», conclude Tiboni, «lo statuto può essere applicato o meno a seconda delle circostanze? Attribuire la colpa alle precedenti gestioni, è troppo scontato e poco credibile: insisto nella richiesta di un’indagine su cosa stia accadendo all’Emp».
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