«Equitalia rottamata? Per noi tartassati non cambierà nulla»
Parla Gianluca Monaco l’ex titolare del Caffé di via Vespucci che bruciò le cartelle inviate dalla società per protesta
PESCARA. L’addio a Equitalia non scalda affatto il cuore a chi, nel tempo, ha intrapreso un lungo braccio di ferro con la società a capitale pubblico dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps che si occupa, tra l’altro, della riscossione delle tasse. Le novità annunciate in questi giorni, come la variazione delle modalità di riscossione, l’azzeramento delle sanzioni e delle more, la riduzione dell’aggio sulle somme dovute (dal Fisco alle multe), la cosiddetta «rottamazione» delle cartelle e l’ipotesi della rateizzazione fino a tre anni, non sembrano rappresentare una panacea per chi ha avuto a che fare con Equitalia.
Non c’è nulla di cui gioire per Gianluca Monaco, che da più di un anno ha deciso di chiudere definitivamente un locale storico della città, il Caffè Vespucci di via Vespucci, dopo il passaggio da esercizio commerciale a circolo privato, avvenuto a settembre 2014. Aperto nel 1967, e dunque «Attività storica», con tanto di targa consegnata dal Comune, il bar divenuto circolo è stato teatro di un gesto plateale da parte del titolare, nell’autunno di due anni fa. Provocatoriamente, in segno di protesta, Monaco usò un secchiello per bruciare vecchi documenti di Equitalia e registri contabili, prendendo spunto dall’Ice bucket challenge, un gesto dimostrativo che all’epoca era diventato virale e che consisteva nel rovesciarsi addosso acqua ghiacciata per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sclerosi laterale amiotrofica. Il suo era, invece, un modo come un altro per lasciarsi il passato alle spalle e cominciare una nuova esperienza.
La sua vita in effetti è ricominciata, tant’è che oggi Monaco è responsabile commerciale di una società che si occupa di energia, e non rinnega il «falò» di due anni fa, anzi. Ma a lui non sembra affatto di aver vinto una battaglia e a chi dice che Equitalia non ci sarà più risponde che «non è così, perché non cambierà nulla: lo Stato continuerà a mettere in bilancio le tasse e le dovrà riscuotere. Ora che sia Equitalia a farlo o un altro soggetto, questo non muterà le cose».
Certo, che le tasse vadano riscosse anche in futuro è scontato, ma per Monaco non è affatto sufficiente il passaggio della abolizione di Equitalia, pur essendo una novità evidente. L’ex titolare del Caffé Vespucci ricorre ad «un esempio», per dire la sua. «Con questa nuova legge anche il personale di Equitalia rimarrà. Cioè non ci sarà neanche la spending review, la revisione della spesa».
E per quanto riguarda l’abolizione dell’aggio sulle riscossioni che Equitalia percepisce Monaco fa notare che «l’aggio rappresenta una percentuale minima, non incide, mentre gli oneri ci saranno sempre perché lo Stato, in un altro modo, continuerà a riscuotere le tasse».
Insomma, non si salva niente, di questa legge, per Monaco, il quale fa notare che «per i commercianti sarà come prima, sempre con il cedolino in mano. E sottolineo che bisognerà resistere fino al 2025, quando, attraverso le banche, forse si ripartirà con il finanziamento delle imprese. Non mi sono pentito di aver bruciato le cartelle di Equitalia. E, pensando alla situazione attuale dei commercianti, mi sento di dire «Si salvi chi può»».
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