Estiarte: tutelate la manifestazione dei bimbi

“Lo sport non va in vacanza” rischia la cancellazione nel 2020. «È solo una bega politica»
PESCARA. Non ha lasciato indifferente il mondo dello sport, il grido d'allarme lanciato dal presidente regionale del Coni Enzo Imbastaro sulla possibilità che non si facciano più manifestazioni per bambini come ''Lo sport non va in vacanza'', andata in scena anche quest'anno con successo. L'ex campione della pallanuoto Manuel Estiarte, ora dirigente del Manchester City e in passato membro del Comitato olimpico internazionale, non entra nel merito della diatriba tra Coni e Sport e Salute che mette a repentaglio il futuro delle federazioni con ovvie conseguenze economiche sui bilanci, ma spende una lancia in favore delle attività giovanili. «Non capisco come si possa mettere in discussione il lato umano di chi vuole organizzare qualcosa nel nome e per il bene dello sport e per la crescita dei ragazzi. La questione in ballo mi sembra più che altro una bega politica su chi vuole avere il predominio nella gestione degli affari, ma mi auguro che tutto si risolva per il meglio, anche perché stiamo entrando nella stagione sportiva che porta alle Olimpiadi di Tokyo e non c'è bisogno di polemiche per la preparazione degli atleti verso potenziali medaglie». La 16ª edizione dello Sport non va in vacanza, conclusasi due giorni fa con una grande festa al pattinodromo ex Gesuiti, ha fatto registrare numeri da record con 1.124 iscritti tra i 6 e i 13 anni, suddivisi in 4 strutture cittadine: lo stadio Adriatico-Cornacchia, il parco Villa de Riseis, il campo D'Agostino di Zanni e l'impianto Febo nella zona dei colli. Al motto di ''Nessuno escluso, tutti protagonisti'' i ragazzi si sono esibiti nel saggio finale esibendo cartelli in cui si mettevano in evidenza i principi dello sport - condivisione, collaborazione, divertimento e rispetto - tra l'entusiasmo di amici, genitori e parenti che hanno gremito le tribune.
Marco Ratta

