Evade un milione e mezzo di tasse: nei guai

21 Aprile 2021

Denunciato dalla Finanza il responsabile di una società informatica: non ha pagato per tre anni

PESCARA. Per tre anni, dal 2017 al 2019, è risultata “evasore totale”: nessuna dichiarazione dei redditi, nessun pagamento di Iva, niente. Ed è proprio partendo da una serie di dati incrociati che la guardia di finanza di Pescara è riuscita ad accertare, a carico di una società di informatica attiva nel commercio all’ingrosso di Pc e software, che ha sede legale nella provincia pescarese, una evasione superiore al milione e mezzo di euro. Una mirata attività di verifica, operata dalla polizia economica-finanziaria del comando provinciale di Pescara della finanza, che ha permesso anche di accertare una base imponibile netta non dichiarata per oltre 1 milione e 600 mila euro. La società, come spiega la finanza in una nota, «è emersa dalla costante attività di analisi effettuata con le innumerevoli banche dati disponibili: un’attività che ha consentito di rilevare una serie di anomalie fra le quali anche la mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi».
Da qui è scattato l’alert che ha poi portato all’avvio di un’approfondita e complessa verifica fiscale, condotta sia con la disamina della documentazione contabile acquisita agli atti della verifica, sia con i riscontri effettuati con le banche dati e, non da ultimo, con i così detti controlli di “coerenza esterna”, coinvolgendo cioè anche altri reparti del corpo su tutto il territorio nazionale.
Così, è venuto fuori che questa società aveva avuto rapporti commerciali con altre società fornitrici, anche questi soggetti per la maggior parte evasori totali: società irreperibili, tutte attive nello stesso settore di commercio all’ingrosso di prodotti informatici, telefonici e software, soprattutto via internet. Con il prosieguo delle indagini, sono poi emerse anche violazioni di carattere penale e tributarie che hanno fatto scattare la denuncia a carico del legale rappresentante della società, finito nel mirino della procura di Pescara. Si parla di reati legati alle dichiarazioni fraudolente mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, nonché reati di omessa dichiarazione.
«Le frodi fiscali», precisa la finanza, «oltre a produrre gli effetti negativi sulle entrate dello Stato, creano degli evidenti effetti distorsivi sulla concorrenza a danno dei contribuenti onesti, considerato che l’evasione delle imposte consente di assumere posizioni di ingiusto vantaggio sul mercato di settore, grazie alla possibilità di praticare prezzi più concorrenziali solo, però, quale risultato degli illeciti tributari perpretati». (m.cir.)