Ex discarica di Villa Carmine: stop al percolato nel Saline

15 Maggio 2018

MONTESILVANO. Evitare che il percolato, uscendo dall’ex discarica di Villa Carmine, confluisca nel fiume Saline con gravi danni per l’ambiente. E’ con questo obiettivo che a breve partiranno degli...

MONTESILVANO. Evitare che il percolato, uscendo dall’ex discarica di Villa Carmine, confluisca nel fiume Saline con gravi danni per l’ambiente. E’ con questo obiettivo che a breve partiranno degli interventi di messa in sicurezza della montagna da 300 mila metri cubi di materiale inquinante che da decenni incombe sul fiume montesilvanese. Nelle scorse settimane è stata firmata una convenzione tra la Regione Abruzzo e l’Azienda regionale attività produttive (Arap), individuata come soggetto attuatore delle attività di bonifica del Sir Saline e Alento, avente per oggetto la messa in sicurezza di emergenza (Mise) dell’ex discarica di Villa Carmine. Il “disinnescamento” della bomba ecologica rientra in un più ampio intervento di bonifica e ripristino ambientale dell’ultimo tratto del fiume Saline (circa 24 km per un sito di circa 1.132 ettari) inserito lo scorso anno dalla Regione Abruzzo nel Masterplan per un importo di circa 5 milioni di euro. Prima di passare alla riqualificazione del fiume e delle sue sponde - dove per anni sono stati tombati rifiuti di ogni genere fino a creare la più lunga discarica lineare d’Europa - però, è necessario neutralizzare l’ex discarica sorta a partire dagli anni 70 che rappresenta una minaccia continua per il Saline. Nel 2016 il sito era stato anche sequestrato per un importante sversamento di percolato e la lacerazione dei teli di copertura della montagna di rifiuti, che quindi non è più impermeabilizzata in caso di pioggia, preoccupa per il costante e concreto rischio di inquinamento del fiume e delle falde acquifere. La convenzione prevede quindi un intervento di emergenza che consisterà nella realizzazione di uno sbarramento attivo di natura idraulica che, alla fine del processo, prevede il trattamento del percolato con fitodepurazione. «Nelle more della realizzazione degli impianti di fitodepurazione», spiegano gli uffici tecnici della Regione, «il percolato captato verrà posto in ricircolo nel corpo della discarica. La durata della convenzione è stabilita nel termine massimo di 24 mesi ed è strettamente correlata alla realizzazione del progetto come definito dal cronoprogramma che sarà redatto in fase di progettazione esecutiva». Il costo totale dell’intervento supera di poco i 200.000 euro e ha come obiettivo quello di impedire, appunto, che il percolato si propaghi riversandosi direttamente nel fiume Saline. (a.l.)