Ex Fea, i lavori sono fermi: slitta la nascita del museo

Manca l’autorizzazione dell’Arta per terminare la bonifica dell’area inquinata Spunta l’ipotesi anche di un mini hotel, il caso esaminato ieri in commissione
PESCARA. Ci vorrà ancora qualche anno per vedere la nascita di un grande museo e di un giardino artistico nell’ex Fea, l’area del lungomare Matteotti dove fino a 59 anni fa c’era una stazione ferroviaria. I tempi previsti inizialmente dalla Società italiana immobili (Sii), che ha presentato il progetto al Comune, non saranno rispettati. Per il completamento del polo culturale in quella zona ci vorranno almeno un anno e mezzo o due.
È quanto emerso ieri durante la seduta della commissione Cultura del Comune, presieduta da Manuela Peschi, in cui ha partecipato il presidente della Sii Germano Del Conte. E proprio quest’ultimo ha spiegato i motivi del ritardo nella realizzazione delle opere. I lavori ora sono completamente fermi all’interno dell’area. «Un mese e mezzo fa», ha spiegato Del Conte, «abbiamo fatto una conferenza di servizi con l’Arta che, dopo i problemi registrati per la bonifica di Bussi, ha così dedicato un po’ di tempo anche all’ex Fea. Ci hanno chiesto di presentare un piano di caratterizzazione per la bonifica. Però, noi avevamo già scritto a dicembre all’Arta, e adesso reitereremo la richiesta di un parere sulle fito-barriere, perché datoche il sito è inquinato c’è la possibilità di piantare degli alberi che vadano a depurare la falda». «Così», ha proseguito il presidente della società, «prima di iniziare altri lavori abbiamo voluto aspettare la risposta. Per la verità l’Arta ci ha scritto prima delle vacanze estive spiegando che non poteva darci retta perché aveva poco personale e tutto concentrato su Bussi».
«Comunque», ha affermato Del Conte, «noi abbiamo già fatto una prima parte di bonifica spendendo diverse centinaia di migliaia di euro, perché abbiamo trovato nell’area 4 serbatoi che abbiamo dovuto svuotare. Abbiamo dovuto fare la caratterizzazione del terreno ed eliminare il ferro. È stato fatto un grande lavoro di bonifica, oltre alla pulizia dell’area con l’eliminazione di siringhe e rifiuti. Le spese, dunque, sono aumentate di tanto». Da qui, l’ipotesi di realizzare qualcos’altro oltre a quanto previsto nel progetto per rientrare nelle spese. «Nell’area è stato previsto un polo museale e artistico», ha fatto presente Del Conte, «si è pensato anche, all’interno della struttura, a un ricovero per gli artisti e per chi visita il museo e vuole trattenersi un giorno in più. Si tratterebbe di un ricovero a servizio della parte culturale». I tempi, quindi, non saranno brevi per completare tutte le opere. «Abbiamo chiesto alla Regione uno slittamento dei tempi per i lavori e questa ci ha già autorizzato», ha rivelato il presidente della società, «al di là dell’emergenza Covid, abbiamo dovuto affrontare anche una bonifica importante che non era nelle previsioni. Una buona parte della bonifica è stata già fatta, ora aspettiamo che l’Arta dia il consenso alle fito-barriere per poi cominciare i lavori. Compresa tutta la bonifica ambientale, dovremmo concludere il tutto in 18 mesi o in 2 anni».
«Il problema principale è quello della bonifica», ha commentato la presidente della commissione Peschi, «la società ha fatto, finora, tutto quello che poteva fare. Ora sono fermi in attesa dell’Arta; ci si augura che questa arrivi a stabilire che si possa intervenire per aree e per step. C’è il rischio, del resto, di perdere delle occasioni per i ritardi. Ovviamente, non si può pensare di ripristinare nel frattempo il parcheggio per l’estate, perché c’è un cantiere aperto».
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