Ex Sama, allo studio un piano di rilancio per l’opificio di Scafa

3 Giugno 2017

Incontro in Regione con il manager Addario e la coop Coges Ma per la cava di Popoli serve la Valutazione ambientale

SCAFA. Il rilancio del compendio minerario «San Valentino» che fa capo a Manoppello e dell'opificio ex Sama, di Scafa, situato entro il perimetro dello stabilimento Italcementi, potrebbe presto essere realtà. Giorni fa in Regione c'è stato un meeting fra il presidente Luciano D'Alfonso, il sindaco Maurizio Giancola, la dirigente regionale del servizio Cave Iris Flacco, l'imprenditore Camillo Addario titolare dell'impresa risultata aggiudicataria provvisoria della concessione per la fabbricazione di mattonelle di asfalto, e alcuni rappresentanti della cooperativa Coges, composta da una quindicina di ex operai Sama, arrivata seconda nel bando di gara pubblicato da Regione e Demanio per la concessione del sito minerario di Manoppello e dell'opificio di Scafa.
Sul tavolo della discussione, i prossimi passi per arrivare alla concessione definitiva. La società Addario ha sollevato dubbi circa l’efficienza dei macchinari presenti nello stabilimento da anni rimasti inutilizzati, mentre la Coges, seppur battuta nella gara d'appalto, è disponibile a collaborare prestando mano d'opera con la speranza di poter riprendere quei posti di lavoro persi alla chiusura della fabbrica. L'incontro, comunque, è stato fruttuoso: a breve sarà effettuato un sopralluogo nell'opificio per una valutazione sulla funzionalità degli impianti per poter poi cercare di coniugare le esigenze imprenditoriali della Addario con quelle lavorative della Coges, al fine di trovare un'intesa per una collaborazione professionale tra le due realtà.
«Si tratta di un’operazione dal grande impatto economico, sociale e storico», afferma il sindaco Giancola, «sulla quale la Regione punta molto per quello che ha rappresentato, per oltre un secolo, il distretto minerario della Maiella capace di produrre e diffondere in tutto il mondo la mattonella di asfalto. Lo stesso settore minerario della Regione è stato impegnato anche per la decisione sulla richiesta di impiantare una cava di estrazione in località Somma, fra Popoli e Bussi sul Tirino, su Colle Castiglione, dalla parte della Utm service srl, di Popoli, che aveva presentato un progetto di primo impatto lasciando supporre che la concessione richiesta avrebbe potuto essere integrata per interessare una più vasta area di territorio (circa 400mila metri cubi). La decisione della commissione è stata quella di rinviare il parere al Comitato per la Valutazione di impatto ambientale (Via). La risoluzione è stata accolta con favore dal Forum H2O e dalla Stazione ornitologia abruzzese che, appoggiati dall'associazione Agire in Comune, avevano lanciato l'allarme per questo intervento, posizionato in un'area delicatissima dal punto di vista idrogeologico e paesaggistico e attualmente privo di attività estrattiva. «Riteniamo che l'Abruzzo debba proteggere le sue risorse ambientali», dice il Forum, «la cui qualità si sta riducendo significativamente. La mancanza del Piano cave dal 1983 ha prodotto già gravi problemi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA