Falsi documenti per i telefonini: scoperta la truffa, in 4 nei guai

La banda utilizzava nomi di ignari acquirenti per stipulare i contratti e ottenere i cellulari da rivendere A far scattare le indagini, le denunce di cittadini che avevano ricevuto fatture di acquisti mai fatti
POPOLI. Avevano escogitato un sistema per entrare in possesso di cellulari nuovi di zecca, senza sborsare neppure un centesimo, per poi rivenderli e intascare il guadagno. Un sistema rodato, che ha funzionato più e più volte, in provincia di Pescara e anche in altre province della regione, fino a quando sulle tracce della banda si sono messi i carabinieri della compagnia di Popoli, coordinati da Cleto Della Rosa, che hanno indagato per due anni e alla fine hanno chiuso il cerchio, denunciando quattro uomini per truffa e sostituzione di persona. Sono residenti tra Pescara e Giulianova.
Questo il meccanismo che hanno ideato e poi messo in pratica con successo. Tutto ruotava attorno a dei documenti di identità falsi, realizzati attraverso nominativi veri, se non fotocopie di documenti di identità veri, riconducibili a terze persone. Utilizzando questi documenti i truffatori riuscivano a stipulare contratti con i gestori di telefonia mobile approfittando in molti casi delle offerte per acquistare un cellulare nuovo a prezzi super convenienti. Un passaggio, questo, che avveniva anche in attività commerciali che erano a conoscenza del meccanismo e si rendevano compiacenti per usufruire delle percentuali di guadagno riconosciute dalle compagnie sui contratti. Dopo la firma, si passava alla seconda fase, quella per ottenere materialmente il cellulare. I truffatori si facevano trovare all’indirizzo indicato in modo da farsi consegnare i telefonini e poi sparire nel nulla, rendendosi irrintracciabili. Davano appuntamento ai corrieri, si piazzavano all’esterno di case che non erano le loro e li accoglievano. In alcuni casi, in base agli accertamenti dei carabinieri, hanno anche attaccato sui citofoni la targhetta con nome e cognome del destinatario del cellulare, per rendere tutto più credibile. Tutti passaggi studiati nei minimi dettagli che hanno permesso alla banda di realizzare più volte nel piano. Puntualmente il corriere di turno arrivava e recapitava il cellulare che poi i truffatori rimettevano in vendita, guadagnando belle somme in maniera rapida e senza troppa fatica. Ci sono riusciti non solo nella zona di Popoli, ma anche a Pescara, Città Sant’Angelo e Giulianova, per un totale di 80 contratti telefonici stipulati con l’escamotage dei documenti falsi (o veri e fotocopiati, intestati ad altri). Gli stessi nomi sono stati usati più volte per stipulare contratti con gestori di volta in volta diversi.
Quando le fatture sono state recapitate a casa di chi era assolutamente all’oscuro di tutto sono partite le denunce e sono scattate le indagini dei carabinieri che hanno avviato le attività tecniche per risalire ai truffatori. Un lavoro lungo e complesso che ha dato i suoi frutti e che ha permesso di scoprire anche acquirenti e commercianti compiacenti che si prestavano al gioco.

