Falso allarme bomba sul treno Passeggeri evacuati a Bussi

BUSSI SUL TIRINO. Una telefonata anonima che segnalava la presenza di un ordigno sul treno regionale Pescara Sulmona ha fatto scattare l’allarme, ieri pomeriggio, creando tensione e disagi tra i...
BUSSI SUL TIRINO. Una telefonata anonima che segnalava la presenza di un ordigno sul treno regionale Pescara Sulmona ha fatto scattare l’allarme, ieri pomeriggio, creando tensione e disagi tra i circa 35 passeggeri del regionale, bloccati alla stazione di Bussi Officine.
Tutto è successo intorno alle 17,15 quando, in attesa dell’arrivo dei carabinieri della compagnia di Popoli, dei vigili del fuoco di Alanno e del distaccamento volontari di Popoli, e del 118, insieme con gli artificieri, è salita la tensione sul treno, complice il caldo, l’assenza di aria condizionata, e i finestrini chiusi. Così fino all’arrivo delle forze dell’ordine quando i viaggiatori, molti dei quali diretti a Sulmona, sono stati fatti scendere e hanno poi potuto usufruire del servizio sostitutivo tra Torre de’ Passeri e Popoli attivato dalle Ferrovie per ridurre al minimo le difficoltà dell’utenza. «Abbiamo avuto paura soprattutto durante il fermo del treno nella stazione di Bussi», afferma una viaggiatrice che chiede di restare anonima, «non sapevamo che cosa fare e che cosa fosse successo, poi ci hanno fatto scendere anche se il disagio è stato molto forte».
E mentre i passeggeri raggiungevano, ovviamente in ritardo, le proprie destinazioni con gli autobus e i treni (alla stazione di Popoli), un nucleo di artificieri dei carabinieri è arrivato alla stazione di Bussi per verificare le condizioni del mezzo e setacciare la zona alla ricerca dell’eventuale ordigno segnalato dalla telefonata anonima. Verifiche che sono andate a avanti fino alle 20,30 circa, mentre il blocco del regionale 12109 ha fatto registrare rallentamenti fino a 60 minuti agli altri quattro treni regionali della linea Sulmona Pescara. Dopo verifiche e ricerche, l’allarme si è rivelato falso, visto che non è stato trovato né il pacco sospetto né il presunto ordigno. Ma adesso le indagini proseguiranno per rintracciare chi ha fatto scattare l’allarme. (f.c.)
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