Famiglie senz’acqua da giorni: «Adesso basta, siamo disperati»

Città Sant’Angelo. I residenti di via della Cona: «Abbiamo prosciugato le autoclavi, l’Aca ci aiuti» Il sindaco Perazzetti: «Pronti ad allestire i punti di distribuzione al campo sportivo e a Villa Cipressi»
CITTÀ SANT’ANGELO. Rubinetti a secco e autoclavi da 14 quintali completamente prosciugati.
Da quattro giorni non hanno più un filo d’acqua i residenti di via della Cona, costretti ad arrangiarsi con le bottiglie di minerale e a riaprire i pozzi della zona. Particolarmente colpite dieci famiglie a confine con il bivio delle Quattro strade.
«Siamo stufi e disperati» lancia l’allarme Gabriele Tauro, portavoce delle famiglie in sofferenza di quel territorio, che si è rivolto al Comune e chiesto le autocisterne all’Aca per far fronte all’emergenza idrica che si fa sempre più devastante con il caldo luciferino di questi giorni.
Il sindaco Matteo Perazzetti, ha raccolto, ieri, il grido di aiuto dei cittadini della Cona e l’ha girato all’azienda acquedottistica «da cui attendo risposte» ha detto in serata il sindaco.
«Sono pronto» ha spiegato Perazzetti, «ad allestire, con l’aiuto della Protezione civile comunale, due punti di distribuzione dell’acqua nelle zone che in questo periodo sono maggiormente sofferenti, il campo sportivo con via San Pietro e via della Cona e Villa Cipressi. Siamo in una fase emergenziale, quindi spero che l’Aca risponda tempestivamente alle richieste degli angolani in difficoltà e che invii al più presto le autobotti».
Nel frattempo gli abitanti della Cona, soprattutto quelli che risiedono nella parte finale a confine col bivio delle Quattro strade, raccontano il «dramma» che stanno vivendo a causa dei rubinetti completamente a secco.
«Nelle scorse settimane, da quando è iniziata l’emergenza», spiega Tauro, «avevamo il problema della carenza idrica solo di notte. Improvvisamente l’acqua è sparita anche di giorno e vorremmo capire cosa è accaduto. Da quel momento, sono passati 4 giorni, abbiamo cominciato ad attingere dalle autoclavi delle abitazioni» con una capienza che tocca i 14 quintali. E sono andati avanti fino all’ultima goccia. «Eravamo convinti che l’Aca rimettesse in funzione il normale flusso in tempi rapidi. Invece non è successo e noi abbiamo dato fondo a tutto il liquido contenuto nelle autoclavi di casa» si rammarica il residente, «e ora non abbiamo nemmeno più nulla».
Fino a pochi giorni i residenti riuscivano a gestire l’emergenza con il filo d’acqua che scendeva di giorno dai rubinetti di casa con le autoclavi che piano piano si riempivano. Ora la situazione «è drammatica», conclude Tauro, «siamo costretti a usare le bottiglie d’acqua minerale» per lavare e cucinare. Ma non solo: «Qualcuno di noi ha dovuto riaprire i pozzi per attingere acqua».

