Familiari da assistere: come e quando chiedere i fondi

28 Settembre 2021

Delibera regionale su contributi fino a 800 euro al mese: sono tre le vie da seguire

L'AQUILA . Risorse per chi assiste familiari non autosufficienti. La Regione ha di recente approvato una delibera (la 589) che stanzia 2 milioni 412mila euro per le famiglie con disabili gravi a carico e per il rientro in famiglia delle persone non autosufficienti. Le somme vanno da un minimo di 400 ad un massimo di 800 euro mensili, a seconda della tipologia di intervento. Prevista anche un’ulteriore indennità una tantum di 600 euro a favore dei caregiver di coloro che non hanno avuto accesso alle Rsa a causa della pandemia.
RISORSE DISPONIBILI.
Il programma di aiuti è rivolto ai caregiver che curano e assistono le persone non autosufficienti, e che necessitano di assistenza continuativa, nelle attività della vita quotidiana, nell’ambiente domestico, nelle relazioni sociali e nella mobilità, interagendo con gli operatori che forniscono assistenza specifica. Un'iniziativa, quella fortemente voluta dall'assessore al sociale, Pietro Quaresimale, che attinge in parte alle risorse del triennio 2018 - 2020 del Fondo nazionale per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza del caregiver. Alla Regione sono stati assegnati complessivamente 1 milione 632mila euro integrati con ulteriori stanziamenti: 280 mila euro di risorse regionali e 500mila euro del Fondo sociale di coesione.
I DESTINATARI.
Le risorse saranno ripartite tra i 24 Ambiti distrettuali sociali d’Abruzzo, di cui fanno parte i diversi Comuni, e verranno trasferite alle amministrazioni con un acconto pari all’80 per cento dell’importo ripartito entro 60 giorni dall’effettiva disponibilità delle risorse del Fondo nazionale, che non ancora arrivano alle Regioni.
Il saldo verrà erogato a conclusione del progetto e ad avvenuta acquisizione della rendicontazione di tutte le spese sostenute. I beneficiari potranno rivolgersi, per ottenere le somme previste, ai Comuni di riferimento che emaneranno specifici bandi quando la Regione avrà in cassa anche i fondi nazionali. Finanziamenti, come ben spiegato nella delibera «messi a disposizione dei servizi territoriali affinché, nella loro attività di presa in carico delle persone non autosufficienti, valorizzino e riconoscano la figura del caregiver familiare, in quanto componente informale della rete di assistenza alla persona e risorsa del sistema integrato dei servizi sociali e sociosanitari».
ASSEGNI DI CURA.
Possono arrivare ad un massimo di 400 euro per dodici mensilità. In presenza di altri contributi economici pubblici, che hanno la stessa finalità, la somma viene ridotta fino a raggiungere un tetto massimo di 1.200 euro mensili.
Può avanzare richiesta di Assegno di cura la persona, residente in Abruzzo, non autosufficiente e non in grado di prendersi cura di sé, che sia riconosciuta invalida in quanto bisognosa di assistenza globale e continua di lunga durata. Anche il caregiver familiare deve essere residente in Abruzzo. Verrà data priorità alle domande presentate da persone in condizione di disabilità gravissima. A parità di condizioni, farà testo il reddito Isee e avranno un punteggio maggiore i genitori caregiver che assiste figli minori in situazione di disabilità gravissima, i coniugi caregiver che hanno più di 68 anni, senza figli e conviventi della persona assistita e i caregiver fino a 32 anni che convivono con il disabile.
UNA TANTUM.
Viene erogato a favore dei caregiver che non hanno avuto accesso alle strutture residenziali a causa delle disposizioni normative emergenziali legate all’emergenza Covid-19 e che risultino in lista di attesa per l’accesso alle Rsa.
Anche in questo caso il caregiver del familiare che avanza l’istanza di contributo deve essere residente o domiciliato in Abruzzo. Il contributo una tantum è pari a 600 euro: in caso di risorse insufficienti verrà stilata una graduatoria sulla base dell'Isee dando priorità ai redditi più bassi.
RICONGIUNGIMENTO
FAMILIARE.
È la terza misura prevista, con un contributo che può arrivare fino a 800 euro, erogate al massimo per 12 mensilità. In presenza di altri contributi economici per l’assistenza diretta o indiretta della persona non autosufficiente, l'assegno di 800 euro sarà ridotto fino a raggiungere l'importo massimo complessivo di 1.200 euro al mese. I caregiver familiari, in questo caso, possono avanzare richiesta di Assegno di cura finalizzato all’acquisto di servizi di cura a favore del disabile assistito che rientra nella casa familiare da una struttura sanitaria o assistenziale.
In presenza di un elenco di fornitori di servizi idonei si potrà procedere all’attribuzione di voucher per l’acquisto di servizi o, in alternativa, garantire servizi di assistenza il cui costo sia pari all’importo del contributo che spetta alla singola famiglia. La finalità è l’alleggerimento del lavoro di cura e il sostegno del benessere psicofisico del caregiver familiare che convive con la persona disabile.
Per la tipologia dell’intervento è necessario un Progetto assistenziale individualizzato che programmi il rientro del disabile in famiglia, con il relativo budget in cui siano ricompresi tutti gli interventi necessari al reinserimento della persona nella casa familiare, tra cui la quantificazione dell’assegno di cura.