Farmacisti in campo: in Abruzzo sono 526

Anche loro pronti a vaccinare. E Pzifer invia altre 16mila dosi
I farmacisti sono pronti a scendere in campo nella lotta al Covid mentre 16mila dosi extra di Pfizer arriveranno in Abruzzo la prossima settimana. La consegna dei vaccini è stata confermata al Centro ieri sera dal direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile, Mauro Casinghini. Così l’Abruzzo prova ad andare avanti nella campagna di immunizzazione nonostante il caso AstraZeneca abbia avuto delle inevitabili ripercussioni anche nella nostra regione.
L’AGGIORNAMENTO. Ieri sono state inoculate altre 3.644 dosi. L’Abruzzo si conferma tra le migliori regioni italiane con l’84,6% di somministrazioni rispetto a quelle disponibili. Nell’aggiornamento del report ministeriale delle 19.31 di ieri, meglio avevano fatto solo Campania, Provincia autonoma di Bolzano, Piemonte, Puglia e Valle d’Aosta. Il dato abruzzese si conferma sopra la media nazionale dell’80,8%.
DOSI EXTRA. In attesa di sviluppi su AstraZeneca, sono attese 16mila dosi in più di Pfizer che contribuiranno a dare nuove disponibilità per la campagna vaccinale. «Le vaccinazioni continuano con ciò che abbiamo a disposizione», conferma Casinghini. Se per quelle categorie che vanno immunizzate con AstraZeneca c’è un rallentamento nella corsa anti Covid proprio per la sospensione del vaccino, non si può dire lo stesso delle somministrazioni alle altre fasce di popolazione per le quali sono in atto le inoculazioni con differenti tipologie di farmaco.
E nell’ottica di completare la vaccinazione degli over 80 nelle zone rosse è stata sottoscritta a Chieti la convenzione fra la Asl Lanciano Vasto Chieti e l’università d’Annunzio per l’utilizzo del Pala UdA che si trova all’interno del Campus come sede per le vaccinazioni.
FARMACISTI. Anche i farmacisti sono pronti a scendere in campo. Un esercito di vaccinatori è a disposizione della per le somministrazioni dei vaccini. Sono numeri importanti: 73mila professionisti in tutta Italia, di cui 25mila titolari di farmacia. In Abruzzo sono 526 quelle private. Consentire la vaccinazione in farmacia andrà incontro alle esigenze di innumerevoli cittadini, aumentando significativamente la capacità vaccinale.
«Crediamo però», afferma il presidente di Assofarm, Venanzio Gizzi «che il nostro coinvolgimento debba riguardare due dimensioni: i locali dei nostri presidi, ma anche i professionisti sanitari che in essi operano. Dobbiamo infatti ricordare che in tanti altri Paesi europei la figura del farmacista vaccinatore è già realtà da tempo. Secondo Assofarm, infatti, non appare chiaro quale ruolo avrà il farmacista. La normativa vigente già oggi consente la somministrazione di vaccini nelle farmacie aperte al pubblico, sotto però la supervisione di medici assistiti, se necessario, da infermieri o da personale sanitario opportunamente formato. Secondo Assofarm dovrà essere quanto prima chiarito se tra il “personale sanitario opportunamente formato” potranno rientrare anche i farmacisti.
MARSILIO. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, conferma intanto che la campagna vaccinale va avanti: «Abbiamo riconvertito l’organizzazione vaccinale concentrandoci sulle dosi di Pfizer e Moderna», dice. «Come tutte le Regioni, se ci arrivano i vaccini siamo in grado di somministrarli, anche in tempo breve». Dopo il caso AstraZeneca per il governatore il grande timore è un calo della fiducia nei vaccini e «il compito che oggi abbiamo è restituirla».
DETENUTI. Intanto il Garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Gianmarco Cifaldi, ha avuto numerose interlocuzioni con l’assessore alla Sanità Nicoletta Verì per fare il punto della situazione sui vaccini dentro gli Istituti penitenziari della Regione. «Con l’assessore abbiamo stabilito un cronoprogramma delle sedute vaccinali da completare entro questo mese», spiega Cifaldi.
GLI ODONTOTECNICI. Il segretario regionale Antlo - Associazione nazionale titolari laboratorio odontotecnico, Ezio Flacco, insieme al presidente Ciod Abruzzo - Collegio italiano odontotecnici, Marco Toppa, chiedono di inserire la categoria nelle liste di priorità per la vaccinazione. Siamo fiduciosi che tale richiesta venga accolta: «Reputiamo infatti che ciò sia giustificato dal fatto che la nostra categoria è “arte ausiliaria delle professioni sanitarie” e inserita a pieno titolo nel team odontoiatrico. Riteniamo che i rischi di contagio siano elevati in quanto l’ interazione tra lo studio ed il laboratorio sono frequenti e continuativi».

