FdI domina e conquista metà dei seggi

26 Settembre 2022

L’effetto Meloni traina il centrodestra al Senato e alla Camera, il centrosinistra prova a resistere, i 5 Stelle rimontano

PESCARA. Fratelli d’Italia corre in Abruzzo sull’onda di Giorgia Meloni e conquista la metà dei seggi. La Lega però è in netta discesa, incalzata, se non sorpassata nella notte da Forza Italia.
Così la coalizione di Centrodestra, nell’insieme, non fa il botto, per non dire cappotto. E deve “accontentarsi” di 8 seggi certi più uno deciso fra le 3 e le 4 sempre nel cuore della notte. Mentre sull’altro fronte il Centrosinistra cerca di contenere l’onda d’urto dei meloniani, puntando ai due seggi alla Camera più uno al Senato. E forse ci riesce.
E chi invece dava per defunti i 5 Stelle deve fare mea culpa fino all’alba di domani, viste le percentuali certamente superiori alla previsioni del partito di Conte. Infine non sfigura ma al tempo stesso non strabilia Iv-Calenda. Fin qui la politica. Ma anche in Abruzzo le elezioni le ha “vinte” in realtà il partito del non voto.
LE PROIEZIONI DEI SEGGI
Sono 10 seggi certamente sicuri. E tre quelli ballerini, definiti solo sul fare dell’alba. Le proiezioni tutte abruzzesi, calcolate quando lo scrutinio era a un terzo del totale, davano questi risultati: per il proporzionale Senato un seggio a Fratelli d’Italia (Etelwardo Sigismondi), uno al Partito democratico (Michele Fina) e, udite udite, il secondo seggio del centrodestra, a quell’ora, veniva attribuito a Forza Italia (Lorenzo Sospiri) anziché alla Lega (Vincenzo D’Incecco).
Ma a sua volta il forzista Sospiri, presidente del Consiglio regionale, era incalzato da vicinissimo dalla pentastellata di Sulmona, Gabriella Di Girolamo, senatrice uscente. Passiamo alla Camera.
LE ALTRE SORPRESE
Di certo, nella vita, non c’è solo la morte, ma anche le elezioni in Abruzzo di due paracadutati doc di Fratelli d’Italia, Fabio Roscani, romano de Roma, e l’ascolana Rachele Silvestri che assicurano al partito della Meloni due seggi a Montecitorio.
Così dicevano, ieri notte, le proiezioni che al Pd, altra sorpresa, davano non uno ma due seggi, quello certo a Luciano D’Alfonso e l’incerto alla teramana Stefania Di Padova. Quindi niente lasciapassare per Giulio Cesare Sottanelli (Italia Viva Calenda) anche se non è detto che sia andata a finire in questo modo.
Poi, dato per certo il seggio a Daniela Torto, deputata 5 Stelle uscente e, a questo punto rientrante, la partita finale si è giocata tutta in casa del Centrodestra tra Lega e Forza Italia. Il calo della prima ha dato ai berlusconiani abruzzesi un’occasione più unica che rara a Nazario Pagano che, alle 2 di ieri, veniva dato in vantaggio sul salviniano Luigi D’Eramo. Solo uno dei due segretari abruzzesi di partito questa mattina ha stappato spumante a colazione.
SU QUESTI NESSUN DUBBIO
Nessun margine di dubbio per gli uninominali Camera e Senato. Il Rosatellum, in questo caso, non ammette abbagli anche se il nome richiama un vinello fresco e leggero. Ma i nomi che seguono hanno già il biglietto staccato per salire sul rapido che li porterà dritti a Roma. E sono tutti personaggi del centrodestra, cioè la colazione che, nella nostra regione, ha sfiorato se non superato il 50 per cento (così almeno dicevano le proiezioni notturne). Eccoli.
Uninominale camera: Alberto Bagnai (Firenze Lega – Collegio 1 Chieti); Guerino Testa (Pescara FdI – Collegio Pescara-costa teramana); Giorgia Meloni (Roma Fdi – Collegio L’Aquila-interno teramano). E infine uninominale Senato: Guido Quintino Liris (L’Aquila FdI -Collegio unico). E il sipario si chiude. Anzi no.
L’ESERCITO DEI NO-URN
Sono 370mila gli abruzzesi che hanno deciso di restare a casa e di non rispondere alla chiamata. Non si possono più definire “indecisi”: si sono rifiutati di esprimersi, lanciando un messaggio di indifferenza o di protesta. Anche perché non ci sono alibi evidenti questa volta: né c’è stato il bel tempo a favorire le gite fuori porta, né il Covid ha fermato i positivi, che potevano votare comodamente da casa raggiunti dal personale delle Asl.
L’affluenza definitiva in regione è stata del 63,97%. Un dato che si mostra in picchiata rispetto a cinque anni fa, quando si recò alle urne il 75% degli abruzzesi. Ieri nei seggi sono andate poco meno di 657mila persone sui 1.026.974 che ne avevano diritto. Nel Pescarese l’affluenza più alta: in provincia è stata del 65,03%. Poi l’Aquilano con il 64,99%. A seguire il Teramano con il 63,74%. Chiude il Chietino con il 62,47%.