«Fedeli, fatevi guidare dal Volto Santo»

Padre Antonio Gentili: «Non perdiamo la speranza in un momento complicato»
MANOPPELLO . Il Volto Santo come guida in questo momento difficile per la comunità di Manoppello, i pellegrini e tutti i fedeli che si rivolgono alla reliquia custodita nel convento francescano: padre Antonio Gentili, da pochi giorni rettore del santuario, invita alla preghiera e alla fede per superare i giorni bui della pandemia.
Da pochi giorni, ha ricevuto il testimone da padre Carmine Cucinelli, che proprio ieri sul Centro ha definito il suo successore, 44enne originario di Napoli, «giovane e pieno di entusiasmo», e al quale lascia una serie di progetti avviati negli ultimi tempi dopo 16 anni come rettore della basilica del volto santo. Padre Gentili arriva dall’Umbria, e per lui l’Abruzzo è quasi una novità: «Vi ero stato una volta sola», spiega il francescano, «non conoscevo il luogo, che per me è una realtà nuova, ma il santuario e il Volto Santo sì. Arrivando qui, quello che sento dentro di me è innanzitutto il dovere di lavorare con la popolazione del luogo e i pellegrini per dare ulteriore diffusione al regno di Dio e al messaggio evangelico».
Durante il rettorato di padre Carmine, il culto del Volto Santo ha conosciuto un rinnovato impulso, anche grazie alla visita di papa Benedetto XVI nel 2006, la prima di un Pontefice, a cui seguì l’elevazione alla dignità di “basilica minore”. L’evento ha spinto un numero maggiore di pellegrini ad arrivare in questa parte dell’Abruzzo per manifestare la propria devozione verso la reliquia. Una devozione che, secondo padre Antonio, può essere ulteriormente ampliata: «A mio avviso la conoscenza del volto santo può essere diffusa ancora di più, ed è la sfida di questo periodo di restrizioni dovute al coronavirus: tutte le cose oggi vengono limitate, ma a mano a mano che si andrà verso una soluzione, andremo avanti con proposte e idee in questo senso. Innanzitutto con le attività già indicate e avviate da padre Carmine, con il quale ci rivedremo dopo che abbiamo già avuto modo di parlare nei giorni scorsi». Tra le iniziative abbozzate dall’ex rettore, c’era una serie di eventi per celebrare il quarto centenario della fondazione del convento, edificato nel 1620 su un preesistente convento di frati minori cappuccini dedicato a San Michele Arcangelo.
«Ma strada facendo arriveranno anche nuove idee attraverso il confronto con la fraternità che si comporrà definitivamente nei prossimi giorni», aggiunge padre Antonio, che si dice «felice» per l’accoglienza ricevuta, «a partire dalla presentazione del 4 ottobre, nel giorno di San Francesco, quando ho avuto modo di incontrare tante persone del paese». Il rettore lancia infine un messaggio di fede per i tempi difficili che stiamo vivendo: «Dico di non perdere la speranza e di sentirsi guardati dal Volto Santo: anche se viviamo oggettivamente un periodo complicato, dobbiamo sempre sentire su di noi lo sguardo di misericordia del Signore, che ci dice di continuare su questa strada fino a quando questa brutta storia finirà e torneremo a lodare il Signore».

