Ferro di cavallo, finiti gli sfratti Masci: l’abbattimento è vicino

Ultimi sgomberi in via Tavo: mandate via due famiglie senza più titolo per occupare gli alloggi L’assessore Del Trecco: «Presto lo stabile sarà svuotato, in primavera partirà la demolizione»
PESCARA. Ultimi sgomberi, ieri mattina, al Ferro di cavallo, l’edificio popolare di via Tavo noto per lo spaccio di droga ma anche per una serie di episodi di violenza, dagli incendi dolosi ai fatti di sangue, senza tenere conto dell’abusivismo. Dopo il via di libera del consiglio comunale, lunedì scorso, alla demolizione del complesso e alla costruzione al suo posto di due edifici più piccoli con 56 appartamenti, sono stati subito liberati gli alloggi che ormai mancavano all’appello. Due soltanto, all’interno dei quali vivevano famiglie che nel tempo avevano perso i requisiti. Dall’alba, in azione polizia, carabinieri, polizia municipale e vigili del fuoco.
A seguire le operazioni, che si sono svolte, così come in precedenza senza particolari problemi, il sindaco Carlo Masci, l’assessore all’Urbanistica Isabella Del Trecco e il personale dell’Ater. «Adesso», spiega Del Trecco, «mancano soltanto i trasferimenti di alcune famiglie in regola, poche comunque. Come saranno pronti gli alloggi loro assegnati saranno spostate. E questo succederà in tempi molto brevi. Poi, una volta ultimato lo svuotamento, ormai agli sgoccioli, l’Ater procederà alla gara d’appalto per l’abbattimento». I lavori, stando alle previsioni, dovrebbero partire entro la prossima primavera. «Voglio ringraziare le forze dell’ordine così come la nostra polizia municipale», prosegue l’assessore. «Fondamentale è stato anche il supporto che ci ha dato la Regione Abruzzo insieme all’Ater. Sin dall’inizio, il nostro obiettivo è stato quello di riqualificare il quartiere, migliorare la qualità della vita, ridando dignità a chi ci vive e agli assegnatari regolari degli alloggi».
«Il conto alla rovescia», dice il sindaco, «è iniziato, non vedo l’ora di cancellare dalla nostra città questa vergogna che dura da quarant’anni».
In totale sono 120 appartamenti di cui è costituito il complesso, 20 dei quali erano già vuoti. Nel corso dei mesi, sono stati via via sgomberati. Sono stati assegnati altri alloggi popolari a 68 famiglie che sono risultate in regola e allontanati, invece, coloro che non avevano più i titoli, come le due famiglie di ieri, o non li hanno mai avuti. Ogni volta che un appartamento è stato liberato dagli occupanti si è provveduto a rimuovere i sanitari, a togliere luce, gas e acqua per evitare occupazioni abusive, che in via Tavo sono sempre state frequenti. Il piano, presentato dall’Ater che ha ricevuto il via libera del consiglio comunale con 18 voti favorevoli e 10 contrari, non prevede solo la demolizione e la ricostruzione parziale del Ferro di cavallo: l’intervento rientra in una riqualificazione complessiva dell’area compresa tra la Madonna del Fuoco e la Tiburtina, dove sarà realizzata una piazza dedicata all’ex assessore comunale all’Urbanistica Lucio Candeloro; ci sarà anche un parco con servizi per migliorare la viabilità della zona. «Tutto questo», aggiunge Masci, «sino a tre anni fa non era neppure immaginabile, anzi era considerato impossibile. Ma a noi le cose complicate piacciono soprattutto quando possono portare beneficio ai cittadini».

