Ferro di cavallo, primi sì al piano di demolizione

PESCARA. Primo via libera al progetto di demolizione del Ferro di cavallo e ricostruzione di nuovi alloggi. Ieri pomeriggio, le commissioni Lavori pubblici e Gestione del territorio, riunite in...
PESCARA. Primo via libera al progetto di demolizione del Ferro di cavallo e ricostruzione di nuovi alloggi. Ieri pomeriggio, le commissioni Lavori pubblici e Gestione del territorio, riunite in seduta congiunta, hanno dato parere favorevole all’apposita delibera che approderà questa mattina in consiglio comunale. Hanno votato a favore i consiglieri di maggioranza, contro il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle.
Il progetto prevede la demolizione degli attuali 120 alloggi dell’edificio Ater di via Tavo e la ricostruzione di 56 nuove unità modulari distribuite in due corpi edilizi e articolati su cinque livelli oltre il piano terra potenzialmente utilizzabile per attività commerciali e/o direzionali.
«La riqualificazione degli spazi pubblici, ovvero dei limitrofi parco dell'Infanzia e dell'impianto sportivo», spiega la relazione al provvedimento, «è funzionale alla riqualificazione anche degli spazi privati residenziali e non. La proposta Ater di riqualificazione del Ferro di cavallo offre un nuovo impianto planimetrico per gli edifici della residenza, prediligendo un dispositivo urbano aperto e permeabile, composto da due corpi di fabbrica, disposti ortogonalmente a via Tavo. Tale impianto aperto si contrappone all'esistente cortina muraria che chiude la socialità dei residenti impedendone il dialogo con il quartiere e favorisce i fenomeni di degrado sociale».
Ma all’opposizione non piace affatto il progetto. Il Movimento 5 Stelle ha già preannunciato la presentazione di numerosi emendamenti oggi in consiglio e lo stesso dovrebbe fare il centrosinistra. «Siamo sostenitori della lotta al degrado anche attraverso l’abbattimento del Ferro di cavallo», precisano i consiglieri del centrosinistra, «ma il progetto proposto dalla giunta Masci è una occasione persa. Vengono spesi 8 milioni di euro per abbattere 120 appartamenti e ricostruirne 56 in un contesto urbanistico che rischia di creare le medesime condizioni di isolamento sociale dal resto della città».
«Al piano terra delle nuove palazzine», fanno presente i consiglieri di opposizione, «non è ancora previsto cosa sarà realizzato: nella delibera sono disegnati dei porticati di cui si ignora se e come saranno riempiti, e che nel frattempo rischiano di creare nuove occasioni di degrado».
«Non è chiaro neppure se, dove e quando saranno realizzati gli alloggi mancanti», hanno concluso, «abbiamo chiesto al centrodestra di modificare il progetto e poter contribuire alla sua ridefinizione, ma la chiusura è stata totale. Pescara rischia di avviarsi verso una nuova occasione persa e ci batteremo perché questo non avvenga».
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