Festa per cento laureati senza pergamena

Oggi la proclamazione del dottorato a scienze economiche, in attesa della firma del nuovo rettore
PESCARA. Sono ufficialmente "dottori" da alcune settimane. Laureati con o senza lode. Ma di sicuro, per ora, festeggiano senza pergamena.
Per il "pezzo di carta" dovranno ripassare a giugno, quando saranno eletti i nuovi organismi a capo dell'ateneo, rettore e direttore generale.
Ma intanto oggi gli studenti, un centinaio, della Scuola di scienze economiche dell'università D'Annunzio, ripeteranno il rito della proclamazione del dottorato nel corso di una cerimonia festosa con parenti e amici che si svolgerà per quasi tutta la giornata nella sala Federico Caffè della struttura di viale Pindaro.
L'ultimo saluto prima del congedo definitivo dai corsi di studi, prevalentemente triennali, che riguardano Economia e commercio ed Economia aziendale, primo e secondo livello, e Servizi giuridici per le imprese.
Una festa richiesta con forza dagli studenti che nelle settimane scorse hanno discusso la tesi di laurea senza la condivisione dei parenti più stretti e non hanno gradito la decisione dell'ateneo di non confermare, quella che negli ultimi tempi, è diventata una sorta di liturgia all'americana di consegna delle pergamene per essere immortalati su foto ricordo con corona di alloro in testa.
Nei giorni scorsi il padre di uno degli studenti, Franco Pasquale, presidente della sezione pescarese Ascom Abruzzo (Associazione commercio turismo e servizi) aveva contestato l'assenza (confermata dal direttore della Scuola di scienze economiche Anna Morgante) del rito, e lanciato una provocazione ai neolaureati: «Ragazzi, incoronatevi da soli dentro o fuori l'università».
Una polemica a distanza tra le parti, sfociata nella decisione dell'università di chiamare a raccolta i neo dottori per l'ultima volta.
Farà gli onori di casa il professor Davide Quaglione, presidente del corso di Economia aziendale e magistrale, che ha spiegato: «Gli studenti sono ufficialmente laureati da alcune settimane, quando hanno discusso la tesi e sono stati proclamati dottori contestualmente. Oggi ripeteremo il rito perché alcuni familiari anche stretti e amici erano assenti nelle sedute precedenti. Stringerò loro la mano e ci saluteremo. Per le pergamene dovranno attendere le nuove nomine di rettore e direttore generale che dovranno apporre le firme, poi potranno ritirarle in segreteria».
Dunque, di nuovo niente cerimonia di consegna? «E' una logica americana che sta prendendo piede anche da noi, come accade a Roma, ma la cerimonia di ritiro delle pergamene non è un diritto dello studente».
Dunque, non un obbligo per l'ateneo, soltanto un atto informale da condividere prevalentemente con genitori, amici e parentela più allargata. Il risultato di queste sedute nell’ateneo, durante la discussione delle tesi, spesso si tramuta «in una gran confusione, un momento di disturbo per gli altri studenti che fanno lezione».
Per i laureati, però, si tratta di una festa irrinunciabile. Questa mattina, dunque, la ripetizione della proclamazione del dottorato, in attesa delle pergamene che non sono ancora pronte.
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