Feste e risse nonostante il Covid: Rancitelli resta fuori dalle regole

Un video documenta gli assembramenti e le degenerazioni violente all’interno del Ferro di Cavallo Il comitato di quartiere denuncia l’abbandono e la rioccupazione degli alloggi popolari sgomberati
PESCARA. Un video diventato virale, le denunce dei cittadini, il comitato di quartiere che chiede maggiore attenzione: l’emergenza coronavirus non cambia il lato peggiore di Rancitelli. Risse, feste e assembramenti sembrano essere stati la regola, come confermano anche le immagini che hanno fatto il giro del web, girate domenica scorsa, condivise mercoledì sera su Facebook e rilanciate da diversi canali social. Liti e ritrovi sono poi stati segnalati anche nei giorni seguenti, nonostante la denuncia del comitato “Per una nuova Rancitelli”, che lunedì ha indirizzato una lettera al questore Francesco Misiti, al prefetto Gerardina Basilicata, al sindaco Carlo Masci e alle forze dell’ordine.
Più volte, soprattutto nei giorni “caldi” di Pasqua, Pasquetta e 25 aprile, agenti e vigili sono intervenuti per disperdere assembramenti e feste, a volte con tanto di canalette per arrosticini in strada. Eventi che ovviamente violavano le disposizioni in materia di coronavirus, e che qualche volta sono sfociati in episodi violenti, come la rissa di cinque giorni fa. In quest’occasione in particolare, tutto sarebbe cominciato proprio con una festa, culminata con fuochi d’artificio e proseguita a suon di musica fino all’arrivo della polizia. Le immagini documentano spintoni e calci (tutto senza mascherine) che sarebbero l’epilogo di una lite innescata dalle accuse a un residente di aver allertato il 113.
Il video non lascia adito a interpretazioni su quanto siano state rispettate le norme anticontagio da una parte del quartiere che, da sempre, è al centro dell’attenzione per episodi di cronaca e per una situazione generale che, nell’ultimo mese, pare peggiorata proprio a causa dell’emergenza Covid.
Con «le forze dell’ordine impegnate a battere a tappeto la città per verificare il rispetto dei decreti», ha scritto il comitato “Per una nuova Rancitelli” alle autorità locali, si sono verificati «nuovi insediamenti in case popolari, approfittando dell’assenza o comunque della riduzione del controllo ordinario delle forze dell’ordine e dell’Ater. Il lavoro fatto sinora sul Ferro di Cavallo è praticamente perso, considerando che sono stati rioccupati numerosi appartamenti», ha segnalato l’associazione di quartiere, citando tre gli episodi simbolo il fatto che «al civico 171 nell’androne del palazzo sono stati predisposti due posti letto per alcuni tossicodipendenti».
Mentre tanta gente resta chiusa in casa a sopportare il distanziamento sociale, c’è chi scende in strada a festeggiare compleanni e altri eventi, culminati con i fuochi sparati, prima di domenica, già l’11, il 13 e il 23 aprile. Le conseguenze per i trasgressori? «Ci piacerebbe sapere», chiedeva il comitato di Rancitelli, «se queste persone sono state individuate e sanzionate al pari dei pericolosi runner solitari della riviera».
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