Feste pasquali nell’area vestina: pienone per ristoranti e b&b

Cantagallo (associazione commercianti): «Ci sono tutte le premesse per l’inizio di una vera primavera» Oltre all’offerta gastronomica e naturalistica, a Penne saranno aperti il museo Archeologico e il Mamec
PENNE. Sarà una Pasqua che si potrà vivere con la mente libera dallo spauracchio Covid-19 quella in arrivo. E in modo particolare per quei territori dell’alta area vestina che negli anni scorsi hanno vissuto 24 giorni di zona rossa. Anche la scorsa Pasqua è stata segnata da una ripresa della normalità, ma di casi, anche se in misura inferiore rispetto al 2021 e al 2020, se ne registravano ancora. Questa Pasqua sarà una festività di rilancio sia dal punto di vista dei rapporti interpersonali sia per le attività commerciali, soprattutto per quelle legate alla ristorazione. Per Pasquetta un po’ ovunque è già tutto prenotato. Nel capoluogo vestino, oltre al solito pranzo al ristorante, si potrà scegliere per una gita fuori porta al Lago di Penne, dove poter fare anche attività alternative: dall’escursione in canoa a quella in mountain bike, per poi passare al parco avventura nel bosco di Collalto, che consiste nell’affrontare 7 giochi sospesi tra torrette artificiali, passerelle, ponti tibetani e ponti tirolesi. «Credo che ora la situazione sia molto più propositiva. So che tanti b&b sono già pieni per le feste di Pasqua e Pasquetta, e anche la ristorazione credo abbia avuto risposte importanti. Nell’aria si respira ottimismo», commenta la presidente dell'associazione operatori economici pennesi, Antonietta Cantagallo. «Ci auguriamo di vivere una Pasqua più serena e spensierata rispetto a quelle degli anni scorsi. Credo ci siano tutte le possibilità affinché questa Pasqua segni l’inizio di una vera primavera», conclude.
«A Penne nel periodo Covid abbiamo vissuto anche la zona rossa restrittiva. È stato davvero un periodo difficile, sia da un punto di vista sanitario ma anche da un punto di vista economico e sociale», ricorda il sindaco Gilberto Petrucci.
«Gradualmente ora siamo tornati alla normalità, riacquisendo soprattutto la possibilità di riprendere le quotidiane relazioni sociali. Questa che ci apprestiamo a vivere può considerarsi una Pasqua di rinascita, la prima vera senza restrizioni. Metteremo a disposizione di turisti e visitatori tutte le nostre bellezze monumentali, artistiche e naturalistiche. Saranno aperti anche i musei Archeologico e Mamec» (10-13 e 15,30-18,30), chiosa il sindaco.
Stesso discorso anche per gli altri comuni dell’area vestina, come Civitella Casanova, Montebello di Bertona e Farindola, che più da vicino hanno vissuto l’incubo Covid con 24 giorni di zona rossa restrittiva. «Sarà anche per noi una Pasqua di rinascita», afferma il vicesindaco di Montebello, Emanuele Pavone. «Negli ultimi anni il nostro territorio è stato spento per via del Covid-19, ma ora siamo pronti a ripartire nel miglior modo possibile, con le nostre prelibatezze culinarie e le nostre stupende montagne. Adesso siamo pronti a rendere fruibili tutte le nostre eccellenze, dai paesaggi mozzafiato ai boschi da parcorrere a piedi, in bici, a cavallo. E tra una passeggiata e l’altra ci si può immergere nei profumi e nei sapori delle nostre produzioni enogastronomiche», conclude Pavone.
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