Festival dei debutti E Cuaron lo dedica «a tutti i migranti»

3 Settembre 2015

Sul red carpet del Lido la prima volta di Mattarella Accoglienza gelida per il kolossal d’apertura “Everest”

LIDO DI VENEZIA. In un fiorire di debutti, sotto un cielo grigio, con l’eco delle proteste dei dipendenti comunali e i poliziotti anti-terrorismo sui tetti, la 72ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica offre il primo red carpet, la prima cena e il primo gelo (psicologico) in Sala Grande alla proiezione del film d’apertura “Everest”.

Tutto nuovo, o quasi, ieri sera al Lido di Venezia per il festival che dovrebbe essere l’ultimo dell’era Baratta e che, invece, grazie al miglior viatico possibile - la presenza del capo dello Stato e quella del ministro per i Beni culturali Dario Franceschini - potrebbe essere quello della vigilia di un nuovo mandato. Prima Mostra del cinema per il presidente Mattarella che perpetua la tradizione del suo predecessore Napolitano. Prima Mostra per il nuovo sindaco di Venezia Luigi Brugnaro insieme alla moglie Stefania. È il debutto festivaliero di Monica Maggioni nel pantalone-palazzo di presidente della Rai. Esordisce in veste giudicante anche il regista Alfonso Cuarón, che dedica la Mostra «a tutti i migranti» e guida la Giuria di Venezia72 con lo scrittore Emmanuel Carrère, Francesco Munzi, ma soprattutto con le attrici Elisabeth Banks e Diane Kruger, entrambe in abito lungo bianco, una più scintillante dell’altra.

Incede sulla passerella d’avvio la madrina Elisa Sednaoui che finalmente svela l’abito scelto per la serata inaugurale. Un’onda di scagliette argentate firmata Armani l’accompagna fino al palco della Sala Grande dal quale ricorda perché siamo qui. «Siamo qui per emozionarci e divertirci» dice «ma il cinema può anche contribuire alla reciproca conoscenza aiutando a combattere le incomprensioni». Sintetizza il presidente Baratta: «Siamo attenti allo spirito dei tempi ma non lo confondiamo con gli idoli del giorno».

Altri idoli arrivano per ultimi e sono Baltasar Kormákur, Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Jason Clarke ed Emily Watson, rispettivamente regista e interpreti di “Everest” ai quali non par vero che, dopo tanta fatica lì dove l’aria è sottilissima, la proiezione del film venga sospesa per qualche minuto a causa dell’incompatibilità (poi risolta) con gli occhiali in 3D. Svetta trenta centimetri sopra gli altri Paz Vega, in bianco tempestato di perle, giurata della sezione Orizzonti insieme ad Anita Caprioli.

Incede Maria Grazia Cucinotta seguita da Nastassja Kinski alla quale qualcuno deve spiegare perché l’hanno ritratta sul manifesto di Venezia 72 con il viso coperto di lentigo solari. In ordine sparso sfilano Francesco Rutelli con Barbara Palombelli, la stilista Alberta Ferretti, Kasja Smutniak in Valentino, Alfredo e Maria Camilla Bianchini, la principessa Firyal di Giordania all’avambraccio di Toto Bergamo, Tiziana Rocca, Alessandro Preziosi, Clotilde Courau; e ancora Marina Cicogna, Franca Sozzani senza borsa, senza cellulare, senza nemmeno il rossetto e Marta Marzotto in uno dei caftani avanzati dal matrimonio della nipote Beatrice Borromeo. Poi tutti in riva al mare, sotto il tendone trasparente dell’Excelsior per la cena da ventiquattro portate che sembrava il pranzo di Babette.

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