Filiera corta dell’energia Capofila è Caramanico

15 Aprile 2016

Il sindaco Angelucci conferma a Roma il ruolo del Comune termale nell’opera di tutela ambientale e nell’autoproduzione con l’utilizzo di fonti rinnovabili

CARAMANICO TERME. Il centro termale della Majella diventa Comune capofila, nell'Alta Val Pescara, per la promozione e la creazione della filiera corta dell'energia. Un bell'impegno per un Comune che, da sempre, punta sulla salvaguardia ambientale e all'utilizzo delle energie rinnovabili. Impegno confermato ieri, a Roma, dal sindaco, Simone Angelucci, nella sala Capranichetta di Montecitorio, a chiusura di un convegno nazionale, organizzato da Legambiente, sul tema Liberiamo in Italia l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

«In virtù di questa iniziativa» osserva Angelucci «ho potuto rappresentare il punto di vista degli amministratori dei territori che, in materia di energia, filiere corte, identità culturale, produzioni sostenibili, possono dare un grande e significativo contributo al disegno di un nuovo Paese». Angelucci ha ricordato che questo argomento, circa un anno fa, fu lanciato proprio a Caramanico, durante i festeggiamenti delle Giornate della Bellezza della Piccola Grande Italia di Legambiente, e poi rinforzato a Peglio ( Pesaro) per il manifesto dell'autoproduzione dell'energia, sottoscritto da oltre 350 sindaci.

Un percorso che si avvia a diventare disegno di legge e che produrrà una svolta nelle politiche energetiche del paese, proprio a favore dei territori. «Si tratta» prosegue Angelucci «di favorire la creazione di una sorta di filiera corta dell'energia, che vuol dire avvicinare la produzione al consumo. Si prevede, con il nuovo dispositivo di legge, per esempio, che all'interno degli edifici sia consentita la distribuzione di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili attraverso reti private, che tra aziende limitrofe possa essere consentito lo scambio di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili o in cogenerazione ad alto rendimento, attraverso reti private. E inoltre che le amministrazioni pubbliche possano utilizzare la rete elettrica per lo scambio di energia prodotta da fonti rinnovabili tra edifici di proprietà, o da impianti eolici pubblici».

Si abbatterebbero notevolmente i costi dell'energia, che impegnano circa il 40% sulla rete di distribuzione. I vantaggi devono derivare anche da benefici fiscali per le utenze che usano energia autoprodotta da fonti rinnovabili. Parlare di progetti immediati, al momento. è prematuro, ma si stanno creando le basi per agevolare il percorso. All'incontro di ieri hanno partecipato Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente; Eduardo Zanchini, responsabile nazionale per le energie, e i parlamentari Ermete Realacci, Giuseppe Civati, Gianni Girotto, Serena Pellegrino.

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