Film commission, primi passi La regione diventa un set per creare lavoro e sviluppo

18 Aprile 2023

Oggi all’Aquila confronto tra operatori del settore e istituzioni sulla Fondazione L’assessore D’Amario: «Tempi rapidi, pronti 2 milioni». Gli esperti: «Basta ritardi»

L’AQUILA. Il soggetto c’è, ma la sceneggiatura è tutta da scrivere. A trenta giorni dall’approvazione della legge regionale sulla Film Commission, gli operatori professionali del cinema abruzzese e i rappresentanti della Regione a confronto per tentare di tracciare il piano che porti alla sua effettiva operatività, cercando di chiarirne tempistiche e modalità. Se ne parlerà oggi, alle 17,30, al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila. L’incontro s’inserisce nel programma della settima edizione di “Doq”, la rassegna dedicata al cinema documentario e al giornalismo che si tiene nel capoluogo fino a domani. La rassegna, organizzata in collaborazione col Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila e Cna Cinema e Audiovisivo Abruzzo, può contare sul sostegno di ministero della Cultura e Comune dell’Aquila: diversi gli incontri e le proiezioni in programma.
film commission
L’incontro dedicato alla Film Commission testimonia l'attenzione posta alla neo-costituita (e tanto attesa) struttura da parte degli operatori: saranno presenti il vicepresidente vicario del consiglio regionale Roberto Santangelo; l’assessore regionale alle Attività produttive, Turismo e Cultura Daniele D’Amario; il presidente di Cna Cinema e Audiovisivo Abruzzo Stefano Chiavarini; oltre a rappresentanti dell’Osservatorio Interuniversitario sul Cinema per l’Abruzzo. Nelle scorse settimane Cna Cinema e Audiovisivo Abruzzo aveva promosso un appello, presentato ad Avezzano nel corso di un’affollata manifestazione – e sottoscritto da centinaia di personalità della cultura, dello spettacolo, del mondo accademico e dell’imprenditoria – chiedendo una rapida approvazione in Regione della Film Commission.
«fase operativa»
«Approvata una legge che si trascinava da tempo, siamo ora nella fase operativa», commenta l’assessore D’Amario. «Stiamo lavorando alla creazione della Fondazione, stiamo valutando il partenariato composto da Regione, province, comuni a vocazione turistica, Camere di commercio. La Fondazione funzionerà sulla scorta di quanto avviene nelle altre regioni che l’hanno già attivata. I tempi? Andremo spediti. Spero che prima di fine anno si possa emettere il primo bando. Tutti i contributi saranno dati a evidenza pubblica, ci sarà una componente tecnica che valuterà le proposte più confacenti e redditizie per il territorio. La Film commission ha uno scopo promozionale con ricadute occupazionali. Strettamente connessi sono gli aspetti della ricettività alberghiera. Per le risorse abbiamo avuto l’idea di mettere la Film Commission nella programmazione dei fondi comunitari 2021-27 per avere cifre importanti a disposizione, a differenza di quanto avveniva prima, con 150mila euro all’anno. Per il 2023 ci sono un paio di milioni a disposizione». Sulla composizione della struttura e la poltrona per la presidenza nulla trapela. «La legge demanda alla giunta i successivi passi attuativi, gli uffici sono al lavoro. Ci sono tanti interlocutori: la Film Commission che funziona più soggetti ha al suo interno e meglio è. Anche il mondo accademico farà la sua parte, vedremo in quali termini operativi. L’esempio di altre regioni, come Lazio, Puglia e Trentino può essere utile: guardiamo con interesse alle cose che funzionano bene. La sede? È l’ultimo dei problemi: la struttura deve funzionare bene e se sta a Sulmona, Pescara o L’Aquila non è importante».
i nodi da sciogliere
Per Mirko Lino, professore associato in Cinema, Fotografia e Televisione all’Ateneo aquilano e componente dell’osservatorio interuniversitario sul cinema per l’Abruzzo, «la Fondazione deve ancora nascere. Dunque, in questa fase, il confronto è quantomai utile e importante per fare il punto della situazione a un mese dall’annuncio dell’approvazione della legge: servirà per capire le principali questioni sul tappeto e studiare le opportune soluzioni, a partire dal rilascio del bando fino alla vicenda della sede contesa da diverse aree. Serve una rete tra produttori, videomaker, direttori artistici e altre figure: servono maestranze locali da formare in scuole di specializzazione. Mai più il paradosso dei film ambientati in Abruzzo e girati altrove come l’Arminuta, nel Reatino, e Pantafa, leggenda legata al folclore abruzzese, ugualmente girata nel Lazio. Vanno sciolti alcuni nodi come il ruolo dell’osservatorio, istituito nel 2022, che già esiste ed è in contatto con gli interlocutori istituzionali». Per Stefano Chiavarini, regista e produttore, «il confronto con la Regione va avanti da tempo, ma servono risposte su vari temi. Occorrerebbe conoscere il contenuto della legge, poi sapere quali saranno le persone inserite nella struttura e come avverrà la selezione: decide la Regione oppure una commissione? Noi operatori chiediamo maggiore coinvolgimento e tempi rapidi».
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