«Fino a 100 coperti, lieviti naturali e farine biologiche»

PESCARA. Dici Trieste e pensi alla pizzetta tonda, quella che i pescaresi si vanno a cercare anche a Madrid, a Roma o a Milano tanto per citare alcune delle città dove il format di Riccardo Ciferni e...
PESCARA. Dici Trieste e pensi alla pizzetta tonda, quella che i pescaresi si vanno a cercare anche a Madrid, a Roma o a Milano tanto per citare alcune delle città dove il format di Riccardo Ciferni e della moglie Laila Di Carlo ha messo casa. Ma dopo anni di esperienza e tradizione la coppia di imprenditori è pronta a imbarcarsi in una nuova sfida: non più pizzetta, ma pizza al piatto. Il nuovo locale, che dovrebbe aprire a metà marzo e che potrebbe anche portare a un cambiamento di insegna e di marchio è proprio quello della piazzetta di via Roma dove fino a una settimana fa c’era il ristorante di pesce di Cialdella.
«È un progetto nuovo», anticipa Riccardo Ciferni, «faremo solo pizze al piatto e calzoni, ma con lievitazioni naturali e vari tipi di lieviti selvaggi. Pizze senza lieviti aggiunti, con farine biologiche, macinate a pietra. Proporremo poche cose puntando sulla riscoperta delle materie prime del territorio».
La nuova proposta dovrebbe diventare operativa da metà marzo, periodo in cui è prevista l’inaugurazione del nuovo locale. «Ci saranno più di 35 posti a sedere», va avanti l’imprenditore, «e poi d’estate con il dehors fuori saliremo anche a cento posti». Inevitabile il discorso forza lavoro e assunzioni: «Sono previste quattro assunzioni, fino ad arrivare alle dieci unità lavorative, perché sicuramente faremo pranzo e cena».
A preparare l’impasto, almeno all’inizio, sempre Riccardo Ciferni, memoria dei segreti del padre Gabriele che dal suo stabilimento Trieste rese vincente la pizzetta che vive ancora oggi. «Come sempre, nel locale ci saremo mia moglie ed io. E io farò l’impasto lavorando direttamente con i ragazzi». Un progetto a cui la coppia tiene particolarmente, pronta a esportarlo in giro per il mondo com’è già successo alla Tonda, che è diventata un franchising presente anche a Miami e a Oslo.
«Se saremo capaci di fare un prodotto che piacerà alla cittadinanza di Pescara lo porteremo anche fuori», anticipa Ciferni, «cominciare da qui è un modo per premiare chi ci ha sempre seguiti e per far lavorare professionisti del territorio. Sarebbe stato più semplice iniziare altrove», continua, «ma noi partiamo sempre da qui, da Pescara. E se saremo bravi avremo fatto una cosa bella per la città e per noi. Quello che posso dire è che proporremo un nuovo modo di mangiare, una riscoperta del mangiare salutare, con materie prime naturali. Anche perché siamo in tempi in cui sono tutti molto attenti ad avere un Iphone e poi ci dimentichiamo di che cosa mettiamo nel nostro corpo. Per questo da fine gennaio anche la pizzetta di Trieste diventerà di produzione biologica, con farine biologiche e pomodoro biologico, con produttori selezionati che ci consentiranno di evolvere e portare avanti il nostro modo di intendere la maniera di mangiare».
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