Finta bomba, controlli video per rintracciare l’autore

26 Maggio 2017

MONTESILVANO. Raccogliere video e altro materiale utile alle indagini, farli esaminare dalla polizia scientifica e risalire anche così a chi ha piazzato la finta bomba sui binari della ferrovia, tra...

MONTESILVANO. Raccogliere video e altro materiale utile alle indagini, farli esaminare dalla polizia scientifica e risalire anche così a chi ha piazzato la finta bomba sui binari della ferrovia, tra Montesilvano e Silvi, nel territorio di Città Sant’Angelo. La polizia ferroviaria, diretta da Davide Zaccone, sta continuando a lavorare sull’ordigno trovato due giorni fa, pochi minuti dopo mezzogiorno, dagli operai addetti alla manutenzione della linea Adriatica, in una zona non accessibile a tutti. È stato fatto brillare dagli artificieri dalla polizia e si è scoperto che non conteneva esplosivo, per cui non avrebbe potuto far saltare in aria niente. Ma il ritrovamento ha creato una certa preoccupazione perché, oltre a bloccare la linea ferroviaria, è stato necessario allontanare residenti e commercianti, a scopo precauzionale.
Le indagini si concentrano non solo sulla composizione della falsa bomba, di cui si occuperà la polizia scientifica, ma anche sulla ricerca di indizi che conducano a chi ha posizionato l’involucro. A questo scopo la Polfer sta cercando ed esaminando gli impianti di videosorveglianza della zona per capire dove sono puntate le telecamere e se possono aver ripreso qualcosa di utile alle indagini. L’attività è in corso proprio in queste ore e appare in salita visto che la zona dove è stato scovato l’ordigno rudimentale si trova in campagna e non è controllata a tappeto, anzi. Da capire anche le finalità del responsabile, o dei responsabili, che potrebbero essere puramente dimostrative, considerata la mancanza di esplosivo. Il congegno era formato da quattro tubi di metallo, chiusi con della carta e riempiti con bulloni, usati al posto del tritolo. All’esterno c’era una calamita, che è stata trovata rivolta verso il basso. Si ipotizza, vista la posizione della calamita, che il congegno sia stato appositamente poggiato lì in tempi recenti, visto che carta e fili elettrici che avvolgevano il tutto non erano né bagnati né rovinati e il bioadesivo appariva fresco. L’alternativa è che la finta bomba sia stata agganciata sotto a un treno e si sia staccata in corsa. Ma, per ora, sono solo ipotesi.
L’episodio di due giorni fa rimanda ad allarmi già scattati in Abruzzo negli anni scorsi, sempre sulla linea ferroviaria. Nel 2008 una telefonata anonima avvisò della presenza di quattro candelotti di dinamite, pronti ad esplodere sui binari tra Giulianova e Alba, ma i controlli consentirono di appurare che non c’erano bombe. Nel 2010 è stata la volta di Martinsicuro quando sono state trovate sulla ferrovia 4 candele di cera legate con una corda: qualcuno aveva intenzione di spacciarle per dinamite e ha fatto scattare l’allarme.
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