Fiori e lumini davanti alle Naiadi I dipendenti presidiano la struttura

Impianti chiusi per gli ennesimi guasti, lunedì protesta davanti alla Regione. I lavoratori senza stipendio da mesi annunciano battaglia con i sindacati: «Accordi traditi dalla Progetto sport, ora è il tempo delle responsabilità»
PESCARA. I I lumini accesi e un mazzo di fiori accanto a uno dei cancelli chiusi sono la fotografia della fine che rischia di fare l’impianto sportivo delle Naiadi. Assai più grave rispetto al «guasto nella cabina elettrica e al blocco della caldaia», come si legge nell’avviso riproposto su tutti gli ingressi, che hanno determinato «la chiusura dell'impianto nella giornata di oggi (ieri, ndr)». Perché ascoltando le parole dei lavoratori che ieri hanno partecipato alla nuova riunione sindacale, si ha l’impressioni che quell’oggi sia destinato a durare a lungo: è scaduto il tempo che i dipendenti delle Naiadi hanno concesso alla Progetto Sport.
Da questo momento, come hanno rimarcato ieri, si passa alle vie di fatto, con manifestazioni di piazza e istanza di fallimento. Ad annunciarlo è Guido Cupido della Slc Cgil Pescara, affiancato da Luca Ondifero della Cgil Pescara, alla presenza dei circa 70 lavoratori: «Le promesse sono state disattese, gli accordi traditi», esordisce davanti a una platea arrabbiata e preoccupata. «Meno di un mese fa Livio Di Bartolomeo, amministratore unico della Progetto Sport, davanti a una delegazione di dipendenti e ai vertici regionali si era impegnato a pagare gli stipendi arretrati e a ritirare il ricorso contro il nuovo bando, che avrebbe accelerato la procedura. Nulla di questo è stato fatto». Poi prosegue: «La cosa più importante, che va sottolineata, è che oggi Le Naiadi sono chiuse non per colpa dei lavoratori. Loro ci sono, così come ci sono sempre stati. Hanno lavorato sia la notte tra venerdì e sabato che quella di Pasqua», afferma il sindacalista con riferimento all’ultimo danno occorso tra centralina elettrica e caldaia, che ha causato uno stop che rischia di diventare molto lungo. «Loro hanno fatto tutto il possibile per andare avanti, lavorando senza vedere lo stipendio negli ultimi tre mesi. Adesso però basta. I dipendenti hanno teso la mano al gestore, il quale non ha fatto lo stesso». Quindi l’annuncio: «Stiamo organizzando una grande manifestazione davanti alla Regione, forse per lunedì prossimo, perché è necessario che tutti vengano a conoscenza del dramma che quest’impianto vive ormai da mesi. È arrivato il momento dove, chi di dovere, si assuma le proprie responsabilità».
Un mese fa un problema analogo aveva comportato lo stop delle attività per una settimana. Adesso il quadro è ancora più grave. L'impianto è vecchio, la caldaia si è bucata e continuare a mettere le toppe servirebbe a poco. I lavoratori ora vogliono che sia la stessa Regione a visitare la struttura per un sopralluogo. Secondo una prima stima, per rimettere le cose a posto servirebbe un investimento tra i 500 e i 600mila euro, ma con una cifra decisamente più bassa, secondo gli addetti ai lavori pari a 70/80mila almeno, si potrebbe farlo ripartire per arrivare operativi all’apertura delle buste e assegnare la struttura a un nuovo gestore. Questa, sostengono in parecchi, era l’idea fino alla settimana scorsa: concludere la stagione, arrivare a fine giugno, data di scadenza del contratto con la Progetto Sport, assegnare l'impianto a un nuovo gestore, fare i lavori nel periodo estivo per essere pronti a ripartire a settembre. Ma alla luce dei fatti questo programma rischia di saltare. Il 10 maggio dovrebbe arrivare la sentenza del Tar sul ricorso presentato dalla Progetto Sport, ma per salvare la situazione occorre intervenire prima. I lavoratori hanno organizzato un presidio fisso fuori dalla struttura che intendono portare avanti fin quando le cose non cambieranno. Comunicazioni ufficiali da parte del gestore circa la chiusura non ce ne sono state. I clienti continuano ad arrivare con il borsone d’allenamento in spalla, salvo fare dietrofront davanti al cancello chiuso. In totale Le Naiadi, attraverso le varie associazioni che lavorano tra palestra e piscina, conta oltre 5mila utenti. In molti hanno già pagato il costo di un abbonamento annuale che adesso non sanno se potranno mai utilizzare. Chi fa nuoto e pallanuoto è rimasto senza una vasca: come il Pescara, in lotta per la promozione in A1 e costretto a giocare la fase decisiva del campionato tra Avezzano e Ancona. Un disastro per tutti. Annunciato e materializzato. Le Naiadi sono chiuse. I fiori e i lumini sanno tanto di funerale.
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