Fisco, via alla stangata su 45mila case rurali

6 Giugno 2017

Multe fino a 8mila euro. Ai proprietari che non le riaccatastano

Ma quali case di campagna. Queste sono ville e villette. Immobili anche di lusso che dal catasto terreni debbono passare al catasto urbano. Il Fisco non fa più sconti. Giugno del 2017 sarà ricordato come il mese della stangata sugli evasori delle case rurali. Che in Abruzzo sono un esercito: 44.900 proprietari da non chiamare più agricoltori, per un totale di 4 milioni e mezzo di metri quadrati di immobili di campagna che risultano ancora censiti nel Catasto terreni e non dichiarati nel Catasto edilizio urbano.
ORA BASTA. Hanno avuto cinque anni di tempo per mettersi in regola. Ma il tempo è scaduto. Lo fa sapere l'Agenzia delle Entrate agli evasori. Ciascuno dei quali rischia una sanzione che può superare gli 8mila euro. Ma se si ravvede e accatasta il fabbricato, se la cava pagando meno di 200 euro oltre al costo dell'accatastamento che va da mille euro a un massimo di 3mila.
STANNO PARTENDO. I toni usati dall'Agenzia delle Entrate negli avvisi sono soft. Quasi invitanti. L'Agenzia parla di «campagna di sensibilizzazione per permettere agli intestatari catastali di questi immobili di regolarizzare la propria posizione». E ricorda la norma che differenzia i fabbricati rurali, annessi a un terreno agricolo, abitati oppure strumentali all'attività dell'agricoltore, in due categorie: quella degli immobili rimasti fino ad oggi rurali; e l'altra dei fabbricati che avevano già perso il requisito della ruralità. Diventati cioè ville, villette, belle case ristrutturate: «I titolari di diritti reali sui fabbricati che possiedono i requisiti di ruralità avevano l'obbligo di dichiararli al Catasto Edilizio Urbano entro il 30 novembre 2012. Mentre per i fabbricati che possedevano in passato i requisiti di ruralità, successivamente persi, la dichiarazione in catasto andava presentata entro 30 giorni dalla data di perdita dei requisiti».
ENTRIAMO NEL MERITO. Per promuovere la regolarizzazione spontanea delle singole posizioni, a partire da questo mese, l'Agenzia delle Entrate sta inviando per posta in tutto il territorio nazionale qualcosa come un milione di avvisi bonari ai proprietari di 800mila fabbricati rurali, o loro porzioni, censiti al Catasto Terreni e da dichiarare al Catasto Edilizio Urbano. L'avviso bonario consentirà a ciascun soggetto di conoscere la propria posizione e verificare quali immobili sono soggetti all'obbligo di dichiarazione.
L’AQUILA BATTE TUTTI. Nella nostra regione gli avvisi in partenza sono 44.900, così distribuiti tra le quattro province: L’Aquila 15.700; Chieti 14.500; Pescara 7.500 e Teramo 7.200.
I proprietari che aderiscono agli avvisi dell'Agenzia, presentando una dichiarazione di aggiornamento catastale, potranno beneficiare dell'istituto del ravvedimento operoso con un notevole risparmio sulle sanzioni che, ad esempio, si riducono da un importo compreso tra 1.032 euro e 8.264 a 172 euro, pari ad 1/6 del minimo.
In assenza della dichiarazione, gli uffici provinciali dell'Agenzia delle Entrate procederanno all'irrogazione delle sanzioni previste dalla legge e all'accertamento in sostituzione del soggetto inadempiente. Con oneri salati a carico di quest'ultimo.
IN CASO DI ERRORI. Ma se l'avviso bonario dovesse presentare inesattezze, il proprietario potrà comunicarle all'Agenzia compilando un apposito modello di segnalazione allegato all'avviso o utilizzando il servizio online disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Le informazioni sono disponibili nel sito dell'Agenzia delle Entrate nella sezione: Cosa devi fare >Aggiornamento dati catastali e ipotecari >Fabbricati rurali.