Fiume e D’Annunzio: gli artisti celebrano lo storico volo del Vate

3 Settembre 2019

Placido, Sgarbi, Musini, Mogol, Ruggieri e Sylos Labini le star della “Festa della rivoluzione” dal 6 al 15 settembre

PESCARA. I fermenti artistici e culturali di Fiume raccontati dal critico Vittorio Sgarbi. Le poesie d’amore, seduzione e piacere di D’Annunzio interpretate dall’attore Michele Placido.
Una rievocazione inedita dello storico volo del Vate accompagnata dal lancio di migliaia di lettere destinate ai giovani pescaresi. E poi i concerti di Mogol ed Enrico Ruggieri, la visual art di Edoardo Sylos Labini e il recital di Daniela Musini.
Da venerdì 6 a domenica 15 settembre, con la “Festa della rivoluzione”, Pescara e l’Abruzzo celebrano il centenario dell’impresa di Fiume con una rassegna che unisce musica, letture, mostre, dibattiti, convegni, incontri sullo sport e sul fumetto, spettacoli e aperitivi con chef stellati.
Tra l’Aurum, il centro storico, piazza Salotto, piazza Muzii e il molo nord si terranno gli appuntamenti che animeranno i dieci giorni della manifestazione, voluta fortemente dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri «per riportare a Pescara, dopo anni di oblio, il suo figlio più illustre» che è stata seguita a livello comunicativo dall’agenzia Pomilio Blumm.
«E’ ingiusto che tutta Europa utilizzi D'Annunzio per la promozione territoriale e noi facciamo finta di nulla», ha sottolineato Sospiri durante la presentazione della Festa della rivoluzione, ieri mattina all’Aurum, «negli anni scorsi c’è stata la volontà di oscurarne ogni tipo di presenza, ma allora dovremmo abbattere il liceo classico, il teatro, il conservatorio dedicato a sua madre o chiudere viale D’Annunzio e fare una new town. Se si vive a Pescara, anche se con spirito critico, bisogna fare i conti con D’Annunzio».
All’incontro sono intervenuti anche il presidente della Regione Marco Marsilio, il sindaco Carlo Masci, il consigliere regionale Guerino Testa, cofirmatario della legge regionale che ha istituito le celebrazioni, l’artista Labini e il giornalista Alessandro Sansoni, direttore del mensile “Cultura Identità” dedicato all’impresa di Fiume. In sala, tra gli ospiti, anche il presidente dell’associazione nazionale Esuli Venezia Giulia e Dalmazia, Mario Di Racca.
Tanti i nomi di spicco che interverranno a Pescara per ricordare «con sentimento di pacificazione verso le popolazioni del Medio Adriatico» l’epopea degli anni dell’occupazione di Fiume: da Sgarbi a Bruno Guerri, da Mogol e Ruggeri a Placido e Diego Fusaro, passando per i fumettisti Carmine Di Giandomenico ed Andrea Scoppetta, oltre a personaggi di primo piano come il presidente della Figc Gabriele Gravina, l’autore Federico Palmaroli e Francesco Manara, primo violino del teatro Alla Scala di Milano, che dirigerà il gran concerto finale del Conservatorio di Pescara con la bacchetta originale di Arturo Toscanini.
L’accesso a tutte le manifestazioni, promosse dal consiglio regionale e dal Comune, è gratuito.
«D’Annunzio», ha sottolineato Marsilio, «è stato un personaggio non sempre amato, anzi ha subito un’ingiusta esclusione, emarginazione e disprezzo. Oggi è nostro dovere tornare a valorizzare la sua immagine, anche recuperando il simbolo di “Pescara Città Dannunziana”, dobbiamo rinnovare l’elemento di identificazione dell’Abruzzo e della città natale con D’Annunzio».
Ha parlato, invece, di «rivoluzione sociale, artistica e culturale” il sindaco Masci a proposito dell’impresa compiuta da D’Annunzio a Fiume, rimarcando come il poeta abbia lasciato un segno indelebile con la sua arte e il suo genio linguistico e come oggi «sarebbe il più grande influencer del mondo».
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