Fiume Saline, scarico abusivo di fogna arriva fino al mare

MONTESILVANO. Un nuovo scarico di fogna abusivo, che corre parallelo al letto del Saline e sversa liquami direttamente in mare. È l’ennesima, amara scoperta che, se possibile, aggrava la già...
MONTESILVANO. Un nuovo scarico di fogna abusivo, che corre parallelo al letto del Saline e sversa liquami direttamente in mare. È l’ennesima, amara scoperta che, se possibile, aggrava la già precaria condizione ambientale alla foce del fiume. A scoprirlo è stata nei giorni scorsi l’associazione Nuovo Saline, che ha raccolto una puntuale segnalazione dei residenti della zona costiera di Città Sant'Angelo, a loro volta nauseati dagli odori sgradevoli che, spesso, provengono da quella zona del fiume, soprattutto nelle ore serali.
«Numerosi cittadini» spiega Gianluca Milillo, presidente del sodalizio ambientalista, «i ci avevano raccontato di quest’ aria appestata, soprattutto sulla sponda nord del Saline, tra il ponte della ferrovia e la foce nel territorio di Città Sant’Angelo. Ci siamo quindi attivati per un’attività di ricognizione mirata e abbiamo individuato il canale che corre parallelo al fiume e sfocia in mare. Tale sistema tracima in prossimità della costa generando un bacino di acqua contaminata». Non è la prima volta che l’associazione si imbatte in simili situazioni, così come non è la prima volta che quel canale viene utilizzato in maniera impropria. «Il canale», annota Milillo, «già noto in passato per l’uso fraudolento e criminale degli scarichi abusivi, è raggiungibile attraverso via delle Tamerici (Città Sant’Angelo) e presenta tutte le caratteristiche proprie di uno scarico di acque nere, non controllato, affiorante in superficie. È altrettanto chiaro che nelle ore serali l’odore diventi più intenso, causa l’amplificazione, verosimilmente dolosa, del flusso».
Intanto, a poche decine di metri dallo scarico, questa volta sul versante montesilvanese, proseguono i disagi causati dall’accumulo di detriti legnosi sulle spiagge in seguito alla piena del fiume delle scorse settimane. «Sono detriti che arrivano dall’entroterra, ma ad accollarsi le spese di ripulitura dell’arenile è solo il nostro ente», commenta l’assessore Paolo Cilli. «Il problema è che il Comune di Mntesilvano non può più farsi carico dei costi, particolarmente onerosi, di rimozione e smaltimento di questi materiali, per assicurare il decoro e la tutela ambientale del demanio. Sarebbe giusto che anche altri enti facessero la loro parte». L’assessore auspica uno sforzo congiunto per far fronte a una spesa che, a ogni ondata di maltempo, ricade sulle casse del Comune. «Riteniamo fondamentale l’intervento degli enti sovraordinati», chiosa Cilli, «come le Province e la Regione. Perché anche loro si facciano carico delle spese per sostenere tali interventi, senza lasciare soli i Comuni costieri a sostenere questa gravosa incombenza». (a.l.)
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