Florindi in Cina «Grande opportunità per l’Abruzzo»

10 Luglio 2018

Rappresentante della regione al Fit, il sindaco angolano parla delle possibilità di sviluppo turistico-commerciali

CITTA’ SANT’ANGELO. Il primo viaggio intercontinentale, l'emozione e l'orgoglio di aver portato la Collegiata di San Michele Arcangelo dall'altra parte del mondo. Per Gabriele Florindi, il racconto del viaggio in Cina è l'occasione per rilanciare sui progetti futuri: «Spero che questa iniziativa abbia un seguito, perché l'Italia da queste collaborazioni ha tutto da guadagnare: la conoscenza e la globalizzazione obbligano a incontrare nuovi stili di vita di vita».
Incaricato dal governatore Luciano D'Alfonso a rappresentare la regione Abruzzo, il sindaco angolano è intervenuto a Zhengzhou per il Forum Internazionale del Turismo che si è tenuto tra maggio e giugno. «Per me era il primo viaggio in aereo: ho lasciato a casa ogni tipo di ansia e non ho avuto problemi, forse perché andavo a rappresentare non solo il mio Comune, ma l'intero Abruzzo. L'importanza dell'incarico l'ho toccata con mano quando ho visto che c'erano solo 1500 sindaci da tutto il pianeta: solo 15 erano italiani, ad esempio i sindaci di Napoli e Ischia, realtà che non è abituale vedere accanto a Città Sant'Angelo. Ho provato un'emozione grandissima, e una sorpresa, quando ho visto l'enorme videowall, dove passavano le immagini più belle dai paesi del mondo, con l'immagine della nostra Collegiata».
Che opportunità rappresenta il Forum per l'Abruzzo?
«L'opportunità di scambio con la Cina è grandissima, dobbiamo approfittarne anche se ho scoperto un protocollo d'intesa già firmato dal vice presidente Giovanni Lolli, durante l'Expo di Milano, a cui non è stato dato seguito. Altri sindaci dal prossimo anno riceveranno le delegazioni cinesi per valutare quali collaborazioni possono instaurare: si parte da un discorso turistico-commerciale, ma sono aperti anche a investimenti immobiliari o di altro genere».
Cosa l’ha colpita di più?
«La realtà superà qualsiasi aspettativa: siamo stati in una metropoli che ha più del doppio degli abitanti di Roma, servizi ad altissima tecnologia. L'aspetto che mi ha colpito di più, forse perché sto invecchiando, è la presenza di tanti giovanissimi, in ogni tipo di incarico, dalla sicurezza al front office. Non so quale sia il costo della manodopera lì, ma dev'essere molto basso, perché c'e un'esagerazione di persone che lavorano: tre persone ad ogni piano a gestire l'accoglienza dell'ascensore. Nel traffico, tutti i mezzi sono elettrici o a gas, la compostezza nel rispetto dei segnali e delle code».
E in negativo? «Come in ogni società, c'è purtroppo anche molta povertà. Poi il fatto che i cinesi parlano solo cinese».