Folla di ragazzi per l’addio a Matteo «È dura senza di te»

Chiesa gremita, a Cappelle, per i funerali dello studente dell’istituto Spaventa morto dopo lo schianto in auto
CAPPELLE. È morto sotto la pioggia, e sotto la pioggia gli hanno dato ieri l’ultimo saluto tutti quelli che l’hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Palloncini con la sua foto e tanta commozione, nella piccola chiesa di Santa Maria Lauretana, a Cappelle, per l’addio a Matteo Piovani, lo studente dell’istituto Spaventa di Città Sant’Angelo morto a 19 anni nel tragico incidente di giovedì scorso a Città Sant’Angelo, il giorno dopo aver sostenuto gli scrutini per gli esami di Stato che avrebbe affrontato con la media del 9.
Una cerimonia sentita che ha raccolto intorno ai genitori Raniero ed Emanuela, al fratello Francesco e alla fidanzata Chiara, sopravvissuta al terribile schianto, l’abbraccio di una comunità intera, dei colleghi del papà, dipendente del pastificio De Luca di Chieti, e della scuola frequentata da Matteo e dal fratello Francesco. Non a caso, il sacerdote durante la cerimonia ha fatto una sorta di appello invitando tutta la quinta F, la classe di Matteo, ad alzarsi in piedi. E proprio una sua compagna di classe, Valeria, al microfono ha letto la lettera a firma di tutti i compagni: «Vogliamo ricordare solo i momenti più belli trascorsi insieme a te: i viaggi, in particolar modo la gita a Tropea dove hai dato il meglio di te, le mattinate trascorse tra i banchi di scuola dove, quando meno ce lo aspettavamo e per sdrammatizzare nei momenti più difficii te ne uscivi con le tue battute che facevano sorridere tutti, i momenti in cui ti imbarazzavi e le tue orecchie arrossivano. Sarà dura entrare in classe il primo giorno d’esame e sapere che non sarai lì con noi fisicamente, ma di certo sentiremo la tua presenza e ci darai la forza per affrontare anche questa sfida. Non ci dimenticheremo mai di te, rinnoveremo il tuo ricordo nei nostri cuori ogni giorno e faremo in modo che questo non sia un addio ma solo un arrivederci».
Parole commoventi a cui si è aggiunto l’intervento della professoressa di religione Cristina Aielli la quale, invitata dal sacerdote a descrivere «davvero com’era Matteo», ha ricordato la sua grande sensibilità nell’accorgersi degli stati d’animo degli altri e ad avere sempre una parola di conforto per tutti alla sua maniera, timida, riservata, ma sempre puntuale e presente. A nome della scuola, anche il rappresentante d’istituto è intervenuto, alla presenza di gran parte del corpo docente. Poi in corteo, sotto gli ombrelli, fino al cimitero, a due passi da casa sua, in via Fonte Tavo, dove Matteo non è riuscito a tornare. (s.d.l.)
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